in Economia

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Come fa intuire il nome, il metodo delle 3 taglie implica comprare 3 taglie — la propria e quelle subito sotto e sopra ad essa — dei capi che interessano. Ad esempio, se si ritiene di portare una M, seguendo il metodo si acquistano anche la S e la L. Stesso concetto per le scarpe, se si porta una 40, si acquistano la 39 e la 41. Una volta consegnata la merce, la si può provare in tutta calma (molti siti offrono tempi di reso oltre il mese dall’acquisto) a casa, magari facendosi consigliare da amici e parenti. Infine si possono rendere indietro i capi che non interessano, ottenendo il relativo rimborso.

Se da un lato il metodo può essere una soluzione al problema di trovare la propria taglia, soprattutto acquistando marche che non si conoscono bene, dall’altra sembra controintuitiva sia per ragioni monetarie che ecologiche. Monetarie perché si sta spendendo il triplo di quello che si spenderebbe ordinando i soli capi delle taglie “giuste” (che si scopriranno essere tali solo una volta provati effettivamente). Ecologiche perché si stanno facendo transitare il triplo delle merci, sapendo che due parti di esse dovranno essere ritirate e riportate ai magazzini di origine.

Le critiche di sopra sono giuste, ma vanno considerate nel contesto degli attuali servizi di vendita online.

Per quel che riguarda il portafoglio, come scritto nel primo paragrafo, la maggior parte dei siti di vendita di abbigliamento offrono degli ottimi servizi di reso gratuito e hanno tempi brevissimi di rimborso. Questo implica che, a fronte di una spesa tripla rispetto al necessario, a pochi giorni dall’invio del reso ci si vedrà rimborsati i 2/3 della spesa iniziale (ovviamente dipende dagli articoli resi). Certo, bisogna avere la cifra iniziale (e.g., per un acquisto di 100€ si dovrebbe prevedere il “blocco” di altri 200€) ma così facendo si risparmia tempo nell’ordinare una taglia, provarla e magari rimandarla indietro per poi ordinare il modello della taglia inferiore/superiore.

Dalla considerazione economica possiamo passare a quella ecologica: far transitare merci spreca carburante, che inquina. Il metodo delle 3 taglie prevede sicuramente 2 viaggi, quello di consegna a quello di reso. Ma se si considera che sbagliando taglia si farà sicuramente un reso al quale seguirà un’ulteriore spedizione, acquistando un’altra taglia dello stesso modello o un altro, il metodo delle 3 taglie diventa la soluzione più ecologica (2 viaggi invece che 3 o più). Il dato soggettivo dell’esempio è confermato da quello macroscopico del settore industriale, secondo il quale dal 30% al 40% dei capi di vestiario acquistati online vengono resi. Dato che il reso è molto probabile, tanto vale minimizzarne il costo ecologico in un’unica spedizione.

Ovviamente e come sempre, il metodo delle 3 taglie va usato col giusto sale (in zucca) e se si è sicuri che la taglia che si sta acquistando faccia al proprio caso (e.g., se si conosce come “veste” la marca), si può evitare di ordinare le altre taglie.

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