in Sicurezza

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Forse una profezia auto-avverante, ma Ritorno al Futuro aveva ragione, nel 2015 ci sono gli hoverboard… ma con qualche piccola differenza.

Si scrive scooter auto-bilancianti, si legge hoverboard

Ok, partiamo dal nome. Gli hoverboard non hanno nulla a che fare con gli skateboard volanti di Ritorno al Futuro. Dato che in sostanza sono dei Segway senza manubrio, nulla spartiscono coi futuristici skateboard usati da Martin McFly. Ovviamente la vendibilità del nome, legata al 2015, era troppo forte per rinunciarci ed ecco che invece di parlare di “scooter auto-bilanciati” parliamo di hoverboard.

Intanto gli (sic.) hoverboard sono stati uno dei regali più gettonati del natale 2015.

E questo nonostante il temporaneo rifiuto da parte di Amazon di venderli in seguito ai casi di esplosione — si, avete letto bene, E-S-P-L-O-S-I-O-N-E — delle batterie difettose installate in alcuni modelli.

In giro per i centri città si possono già scorgere giovani e — soprattutto e sorprendentemente — adulti che sfoggiano orgogliosi il proprio gingillino a due ruote. Sembra non esserci limite all’utilizzo di questi hoverboard, che vengono usati tanto in casa quanto per fare la spesa, per andare al lavoro o portare fuori il cane. Come dicono gli americani “the sky is the limit”, o meglio, più che il cielo, il limite lo fissano le ferree leggi della fisica.

Hoverboard, ma con giudizio

Coi nuovi gingilli rotanti arrivano anche la sequela di ginocchia sbucciate e lividi. In questo gli hoverboard non sono diversi da skateboard e pattini: all’acquisto metti già in conto qualche scontro col pavimento (spoiler: il pavimento vince sempre).

Il problema è che, mentre si sa che skateboard e pattini necessitano di casco (e gomitiere e ginocchiere) per evitare brutti incidenti, il fatto che questi hoverboard si bilancino da soli fa pensare che su di essi non si possa cadere. Inoltre il loro spazio ridotto e il fatto che siano auto-propellenti porta ad usarli in spazi chiusi e generalmente in presenza di sporgenze (tavoli, sedie, mobili, etc.) che possono causare danni ancora maggiori per chi cade su di essi.

Certo, gli hoverboard ci hanno regalato Veri-Momenti-Di-Piacere™ come il pellegrino nella Mecca, il prete alla Messa di Natale, o Mike Tyson che va K.O., ma alla fine i casi di combustione e gli eventuali pericoli che gli utilizzatori possono arrecare a sé e agli altri hanno portato al bando dei mezzi a due ruote su tutte le linee aeree, ad Atene, a New York, in Germania, Inghilterra e in molti altri luoghi.

Bandi a parte, la commissione per la sicurezza dei consumatori americana (Consumer Product Safety Commission) ha recentemente avviato un’indagine per capire i reali pericoli degli hoverboard e stabilire i livelli di qualità che i produttori devono garantire per entrare nel mercato americano — tipo, non esplodere dovrebbe entrare a mani basse nella top 5.

Intanto il consiglio per gli utilizzatori è quello di indossare almeno il casco e possibilmente le relative gomitiere e ginocchiere. Inoltre è caldamente consigliato di non lasciare ricaricare l’hoverboard di notte, ma di attaccarlo alla corrente solo di giorno ed in un luogo dove sia possibile monitorarlo.

Hoverboarder avvisato, mezzo salvato. E speriamo che il 2016 ci porti i veri hoverboard.

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