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	<title>Atomo del Male &#187; Privatizzazione</title>
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		<title>Italia, si alla privatizzazione dell&#8217;acqua.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
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		<description><![CDATA[Via libera alla camera al Decreto Ronchi, decreto che prevede la liberalizzazione di alcuni servizi pubblici locali, tra qui quello dell&#8217;erogazione dell&#8217;acqua. La quota di capitale in mano pubblica dovrà scendere al sotto del 30% mentre per l&#8217;affidamento del servizio gli enti locali dovranno indire procedure ad evidenza pubblica (gare), rimanendo così escluso l&#8217;affidamento diretto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-4351" title="acqua" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2009/03/acqua-300x232.jpg" alt="acqua" width="300" height="214" />Via libera alla camera al <strong>Decreto Ronchi</strong>, decreto che prevede la<strong> liberalizzazione</strong> di alcuni <strong>servizi pubblici locali</strong>, tra qui quello dell&#8217;<strong>erogazione dell&#8217;acqua</strong>.</p>
<p>La quota di capitale in mano pubblica dovrà scendere al sotto del 30% mentre per l&#8217;affidamento del servizio gli enti locali dovranno indire procedure ad evidenza pubblica (gare), rimanendo così escluso  l&#8217;affidamento diretto del servizio, da parte dello stesso ente locale, ad una società prevalentemente pubblica e sotto il suo stretto controllo.</p>
<p>Il decreto ha scatenato i malumori di molte associazioni di consumatori, pronti ad indire <strong>referendum</strong> abrogativi. Tra le possibili conseguenze negative della nuova normativa infatti si nasconde l<strong>&#8216;aumento</strong>, fino al 30%-40% in più, delle attuali<strong> tariffe</strong> idriche.</p>
<p>Rimane poi da chiedersi come qualificare la preziosa<strong> risorsa</strong> liquida : l&#8217;acqua è una risorsa di tutti, un diritto fondamentale dell&#8217;individuo e quindi va gestita dalle autorità pubbliche o come un qualsiasi altro bene può formare oggetto di disposizione dei privati?</p>
<p><span id="more-6055"></span><br />
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<p>La liberalizzazione del settore tuttavia significa però anche libera <strong>concorrenza</strong> e libero mercato. Quindi migliore efficienza e in teoria minori costi per l&#8217;utente. In teoria, perchè l&#8217;attuale situazione degli acquedotti italiani è a dir poco pessima (nonostante alcune &#8220;isole felici&#8221;) e sarebbero necessari pesanti<strong> investimenti</strong> per invertire la rotta, investimenti che le imprese affidatarie dovranno in seguito pur affrontare (e recuperare, magari riversandoli sulle tariffe). Gli utenti potranno sperare almeno in un netto miglioramento del <strong>servizio</strong>, anche se questo richiederà probabilmente una tariffa più alta.</p>
<p>Si genererebbe comunque un chiaro disincentivo a partecipare alla gara indetta dall&#8217;ente locale, disincentivo destinato a scomparire nel caso in cui la gestione dell&#8217;infrastruttura e i relativi costi dovessero rimanere in mano pubblica (e allora ecco i soliti investimenti a singhiozzo). Ma perchè allora privatizzare?</p>
<p>Insomma di fronte a sprechi ed <strong>inefficienze</strong> si prevede l&#8217;intervento dei privati, rendendo il bilancio dello Stato più leggero e facendo incassare ai comuni qualche soldino in più. I rischi comunque sono dietro l&#8217;angolo: l&#8217;acqua finisce nelle mani di multinazionali in grado di fare il bello e il cattivo tempo detenendo la maggioranza azionaria, con tanto di 0 investimenti, tariffe più alte, speculazioni e nessun adeguato sistema di controllo pubblico sui loro operati. E il tanto decantato federalismo e la tutela del cittadino finiscono..giù per il rubinetto.</p>
<p>La <strong>privatizzazione</strong> di per sé comunque non rappresenta il peggior male di questo mondo ma fatta &#8220;all&#8217;italiana&#8221;, con grossolanità e imprecisione, senza precise regole e sistemi di controllo, rischia di divenire l&#8217;ennesimo fallimento nazionale, con i cittadini, proprio loro, ora impotenti, a pagarne le peggiori conseguenze.</p>
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