in Economia

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Il Donaldone non si ferma. L’offensiva protezionista del nuovo presidente americano è in pieno svolgimento e dopo gli attacchi all’Unione Europea è il turno della Cina.

Trump si appresta a firmare due ordini esecutivi “per combattere gli abusi nel commercio estero” ai quali il presidente attribuisce la responsabilità dei 500 miliardi di deficit nella bilancia commerciale con il resto del mondo.

Secondo quanto anticipato dai collaboratori del presidente, da una parte si tratta di “avviare un’indagine su vasta scala delle cause dei deficit commerciali fra gli Stati Uniti e i principali partner commerciali”.

Nel mirino finiranno anzitutto Cina, Germania, Giappone, Corea del Sud e Messico, i cinque paesi che vantano il più ampio attivo commerciale, con uno squilibrio netto in favore delle loro esportazioni rispetto a quanto comprano dall’America.

Il secondo ordine esecutivo invece “provvederà ad un’applicazione più rigorosa delle leggi anti-dumping per impedire che le aziende straniere facciano una concorrenza sleale a quelle americane sui costi di vendita dei loro prodotti”.

Nei giorni scorsi nel mirino del Presidente americano erano finiti una serie di beni icona importati dai Paesi del Vecchio Continente: dalla Vespa all’acqua San Pellegrino, dal formaggio Roquefort al foie gras. Per essi la Casa Bianca ha ipotizzato di introdurre dazi ‘punitivi’ fino al 100%. Supertariffe che farebbero di fatto raddoppiare i prezzi di questi prodotti per i consumatori americani.

America First, comprare e vendere prodotti made in Usa. La promessa elettorale del Donaldone si trasforma da promessa a realtà.

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