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È strano, ma mi accorgo solo ora che nessuno ha scritto – a suo tempo – la recensione del primo Iron Man, peccato, vorrà dire che farò ammenda…

I’m Iron Man!

Com’è d’uso da un po’ di anni a questa parte – diciamo da inizio millennio, per fare cifra tonda – il cinema sta attingendo a piene mani dall’infinito universo dei fumetti, trasponendo le avventure inchiostrate in blockbuster mondiali – con fortune alterne, vedansi, oltre ai fortunati X-Men e Hulk, flop come DareDevil od Elektra .

Ovviamente anche quel tamarro di Tony Stark non poteva mancare all’appello, rivelandosi una grande occasione sia per la Marvel di rispolverare un eroe un po’ “arrugginito”, sia per un attore come Robet Downey Jr. di scrollarsi di dosso lo scomodo passato di alcolista e tossicodipendente e ritornare alle luci della ribalta.

Facendola breve, nel primo film della serie viene presentato il personaggio – e che personaggio – di Tony Stark, figlio d’arte ed ereditiero dell’impero economico delle Stark Industries, durante una dimostrazione degli ultimi ritrovati tecnologici per la difesa – o sarebbe meglio dire offesa – svoltasi in Afghanistan, viene attaccato e sequestrato da un gruppo terroristico locale.

Durante la propria prigionia fa la conoscenza del dottor Yinsen, che lo salva da morte certa, impiantandogli un magnete nel petto che tenga lontane dal suo cuore le schegge penetrategli durante l’attacco.

Costruendo un reattore ARC – di invenzione del padre – miniaturizzato, che, oltre ad alimentare il magnete, da energia ad una poderosa armatura, Tony conquista l’agognata libertà, distruggendo la base dei terroristi.

Tornato a casa perfeziona la propria invenzione e da vita all’eroe ipertecnologico conosciuto col nome di Iron Man, il resto lo sapete, altrimenti vi invito a vedervi il primo film, dato che comunque, grazie ad un attore protagonista azzeccatissimo ed a un ottimo mix tra azione, avventura e comicità, il film è stato campione d’incassi nel 2008.


Provaci ancora, Tony

Visto l’immediato successo del primo film nelle sale, quelli della Paramount s’affrettarono a prenotare il regista Jon Favreau e tutta l’allegra combriccola del primo film per produrre il secondo per direttissima, data di consegna: Aprile 2010.

La storia riprende lì dove l’aveva interrotta il primo film, dopo la sconvolgente confessione di Stark di essere Iron Man. Intanto dall’altra parte del mondo, nella fredda e poverissima Russia, lo sta osservando un personaggio cupo e nerboruto, tale Ivan Vanko – interpretato da Michey – The Ram – Rourke –, fisico e figlio d’arte di un collaboratore del padre di Tony, morto di stenti e alcool dopo essere caduto in disgrazia.

Le cose non stanno andando per niente bene all’egocentrico industriale, assediato dai concorrenti della Hammer Industries e dal governo degli Stati Uniti per il possesso della tecnologia della sua miracolosa armatura, scopre che la macchina che lo ha tenuto in vita fin’ora lo sta lentamente uccidendo avvelenandogli il corpo.

Un primo scontro avvenuto contro Vanko – anch’esso dotato di reattore ARC e di un paio di letali fruste elettrificate – fa capire a Tony di essere tutt’altro che invincibile, aumentando inoltre le pressioni governative per ottenere la tecnologia dalle Stark Industries.

Come al solito non voglio rivelarvi troppo sulla trama, ma preferisco concludere con qualche pensiero su attori e pellicola.

Ottimo nella parte dello sbruffone impenitente di Stark, Downey Jr. , benché come sempre si trascini dietro di sé quell’aura di autocompiacimento, sa il fatto suo, anche se appare un po’ più stordito del solito. Peccato per lo scambio di interpreti tra Terrence Howard e Don Cheadle per il ruolo di Rhodey, sia chiaro non ho nulla contro Cheadle, ma penso che il faccione baffuto di Howard sarebbe stato migliore per la parte, ma sono gusti.

Buone le interpretazioni di altri due “attoroni” come Samuel L. Jasckson, già visto in altre pellicole nel ruolo di Nick Fury, oltre alla new entry costituita dalla bellissima et sensualissima NatashaScarlett JohannsonRomanoff.

Un po’ in secondo piano invece la povera Pepper Potts – Gwyneth Paltrow – che Tony farà disperare da inizio a fine film, relegandola nella parte della fidanzatina apprensiva per buona parte della pellicola.

Se il primo film era stata una vera e propria rivelazione, questo secondo non deluderà di certo i fan più accaniti, che ritroveranno lo Stark di sempre, anche se un po’ troppo supponente e meno brillante di prima. Come al solito ad Hollywood la ricetta è “more of the same”, ma questa volta potrebbero aver esagerato nel dosaggio degli ingredienti, trasformando la dinamica trama del primo in una semi-ordinata successione di eventi, dall’incedere un po’ troppo frettoloso, soprattutto sul finale.

Mai noioso e comunque divertente, la pellicola non raggiungerà il risultato del precedente capitolo, ma fa il proprio lavoro, fungendo da collante per il prossimo (?) film, oltre a spianare la strada al film cross-over dei Vendicatori previsto per il 2012.

P.S. Se dovete ancora guardare il film, non perdetevi il “to be continued” alla fine dei titoli di coda, marchio di fabbrica delle pellicole Marvel, si preannunciano tuoni e fulmini divini all’orizzonte!

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