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	<title>Atomo del Male &#187; Storia</title>
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		<title>Accadde a Sassoleone</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 14:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheSave</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Imola e Dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Documentario]]></category>
		<category><![CDATA[Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Sassoleone]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante volte ci è capitato di incontrare storie e leggende intorno ai luoghi a noi più familiari? Luoghi all’apparenza normali, quotidiani e conosciuti, che per il tempo di un respiro assumono una dimensione totalmente diversa, abbattendo i vincoli di tempo e spazio. Da bambini tutto questo era più semplice, più facile, tutto era fiaba e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7835" title="Accadde a Sassoleone DVD" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/08/DVDCase1.png" alt="" width="242" height="300" />Quante volte ci è capitato di incontrare storie e leggende intorno ai luoghi a noi più familiari? Luoghi all’apparenza normali, quotidiani e conosciuti, che per il tempo di un respiro assumono una dimensione totalmente diversa, <strong>abbattendo i vincoli di tempo e spazio</strong>.</p>
<p>Da bambini tutto questo era più semplice, più facile, tutto era <strong>fiaba e racconto</strong>, bastava un indizio, una traccia e la nostra mente avrebbe preso il via spontaneamente, inventando e re-inventando storie e personaggi del tempo che fu.</p>
<p><strong>La Tàn de Basàléc</strong></p>
<p>La storia narrata nella pellicola “<strong>Accadde a Sassoleone</strong>” ci aiuta, pur mantenendo i piedi ben saldi a terra, a immergerci in una favola dimenticata, portandoci per mano attraverso luoghi e tempi che furono.</p>
<p>Prodotta dalla <strong>FuoriTempo Produzioni</strong> per la regia di <strong>Massimo Bacchi</strong> e <strong>Alessandro Lanzoni</strong>, la pellicola si basa principalmente su un idea nata dalla memoria storica di <strong>Domenico Lanzoni</strong> – che ha ideato il soggetto insieme a Bacchi – riguardo una presunta galleria <em>– La Tàn</em> &#8212; che collegava la <strong>chiesa di Sassoleone al Palazzo</strong> – uno degli edifici più antichi del paese.</p>
<p>In continuo equilibrio tra <strong>indagine scientifica </strong>e <strong>ricostruzione storico-romanzata</strong>, vengono portate avanti due trame parallele, che solo nel finale troveranno il loro punto d&#8217;incontro.</p>
<p><span id="more-7814"></span></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7832" title="Scavi" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_4378-2010-04-15-at-09-25-27-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />L&#8217;investigazione ha il via con una<strong> campagna di rilevamenti geologici</strong> volti all&#8217;individuazione di questa galleria o grotta, nella quale si vocifera sia finito addirittura un carrarmato durante la seconda guerra mondiale. Scelti <strong>3 luoghi</strong> “papabili” per la <em>Tàn,</em> cominciano i rilevamenti, con lo scopo di evidenziare la presenza di discontinuità nella composizione del terreno sottostante.</p>
<p>Parallelamente a questa ricerca scientifica si dipana, svolgendo la trama del tempo, la<strong> storia di Sassoleone</strong>, centro abitato già annoverato tra i possedimenti di <strong>Matilde di Canossa</strong> e <strong>ceduto nel 1079 al papato</strong>. Da sempre luogo strategico di passaggio, viene conteso a più riprese tra Imola e Bologna, cambiando spesso nome e padrone.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-7828 alignleft" title="Rilevamento" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/08/c537510-300x153.jpg" alt="" width="210" height="107" /></p>
<p>Arrivano finalmente i risultati dei rilevamenti, che non evidenziano alcuna anomalia sui siti 2 e 3 , ma con sorpresa<strong> la prima zona risulta essere quella più promettente</strong>, la cui scansione geologica mostra una discontinuità simile ad <strong>una “stanza” di 10 metri per 5 di profondità</strong>.</p>
<p>Ancora una volta è necessario addentrarsi in questo <strong>intreccio tra storia, leggenda e scienza</strong> per scoprire il corso degli eventi che portarono alla nascita della galleria.</p>
<p><strong>Tra passaggio e presente</strong></p>
<p>Non proseguo oltre nel raccontare la trama del film, dato che merita di essere visto e “vissuto” così come l’hanno pensato gli autori.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7830" title="Assalto" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0885-Version-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Come sottolinea l&#8217;azzeccata tag-line del film &#8212; &#8220;<em>tra passaggio e presente&#8221;</em> &#8211;, la pellicola, a metà strada tra <strong>documentario</strong> e <strong>ricostruzione storica</strong>, conduce lo spettatore in un <strong>viaggio onirico</strong> attraverso luoghi e tempi, avvalendosi della memoria popolare di quei giovani – oggi anziani – che per ultimi sentirono parlare della <em>Tàn de Basàléc</em>.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7831" title="Tedeschi" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0935-300x200.jpg" alt="" width="180" height="120" />Al di là della produzione, della bravura di registi, comparse ed attori, quest’opera, dai diversi livelli di lettura, <strong>rende omaggio soprattutto allo spirito di un popolo</strong> – quello sassoleonese &#8212; che ha sempre puntato i piedi, <strong>mai pronto ad assoggettarsi al potente di turno</strong>, conservando la propria<strong> identità territoriale</strong>, che ogni anno rivive nella <em>Sagra della Cuccagna</em> e nella <em>Festa del Ritorno</em>.</p>
<p>Il film, proiettato in prima assoluta il <strong>15 Agosto 2010</strong> a Sassoleone, durante la consueta Festa del Ritorno, ha riscosso un buon successo, come l&#8217;iniziativa di distribuire le <strong>prime 500 copie in omaggio </strong>ai presenti, previa registrazione alle iniziative della pro-loco di Sassoleone.<br />
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<strong>Stretta la foglia, lunga la via, dite la vostra che io dico la mia</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7833" title="Sassoleone" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/08/scansione0002-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Esisterà veramente questa fantomatica<strong> </strong><em><strong>Tàn de Basàléc</strong></em>, capace di condurre i suoi abitanti da un capo all&#8217;altro del paese?</p>
<p>Penso che questa non sia la domanda giusta per capire questo film, perché in fondo bisogna chiedersi: cos&#8217;è più importante, ciò che esiste o <strong>ciò che si crede esistere</strong>?</p>
<p>Per Massimo e Alessandro – e per noi con loro &#8212; trovare la <em>Tàn de Basàléc</em> non è il vero fine, non è la <strong>meta</strong>, ciò che mette in risalto il film, ma <strong>lo spirito del tempo</strong> e delle persone, il “<strong>viaggio</strong>” che, trascendendo i secoli, ci riunisce tutti attorno al medesimo luogo, vero pellegrino del tempo.</p>
<p>Che esista veramente o no poco importa, <strong>finché un sol’uomo tramanderà la memoria, </strong>la <em>Tàn de Basàléc,</em> così come lo spirito di Sassoleone, <strong>non si spegneranno mai</strong><strong>.</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Ora non vi resta che vedere il film, disponibile in <strong>streaming </strong>sul <a href="http://www.fuoritempo.tv/">sito della FuoriTempo Produzioni</a>.</p>
<p style="text-align: center;">Per gli interessati è possibile ordinare <strong>una copia del DVD </strong>con il film ed i contenuti extra, al solo costo di spedizione di 10€, contattando l&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@fuoritempo.tv">info@fuoritempo.tv</a>.</p>
</blockquote>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/08/20/accadde-a-sassoleone/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		<title>La storia e le leggende di San Valentino.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 12:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Radio Rebelde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festività]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217; origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all&#8217;arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita. I padri precursori della Chiesa, determinati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/San-Valentino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9465" title="San Valentino" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/San-Valentino-241x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a>L&#8217; origine della <strong>festa degli innamorati </strong>è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Per gli antichi Romani il mese di <strong>Febbraio</strong> era considerato il periodo in cui ci si preparava all&#8217;arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita.</p>
<p>I padri precursori della<strong> Chiesa</strong>, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno così cercato un santo “degli innamorati”. Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.</p>
<p><strong>San Valentino</strong> nato a Terni nell&#8217;anno 175 d.C. divenne così il patrono dell&#8217;amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo. Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano ed  è considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l&#8217;unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.<br />
<span id="more-6625"></span></p>
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<p>Le vicende riguardanti San Valentino sono abbastanza confuse, ma intorno alla sua figura ruotano molte leggende, che riguardano tutte <strong>episodi d&#8217;amore</strong>.<br />
<strong><br />
LA LEGGENDA DI SABINO E SERAPIA</strong><br />
<em> </em></p>
<p><em>Questa leggenda narra di un giovane centurione romano di nome Sabino che, passeggiando per una piazza di Terni, vide una bella ragazza di nome Serapia e se ne innamorò follemente. Sabino chiese ai genitori di Serapia di poterla sposare ma ricevette un secco rifiuto: Sabino era pagano mentre la famiglia di Serapia era di religione cristiana. Per superare questo ostacolo, la bella Serapia suggerì al suo amato di andare dal loro Vescovo Valentino per avvicinarsi alla religione della sua famiglia e ricevere il battesimo, cosa che lui fece in nome del suo amore. Purtroppo, proprio mentre si preparavano i festeggiamenti per il battesimo di Sabino e per le prossime nozze, Serapia si ammalò di tisi. Valentino fu chiamato al capezzale della ragazza oramai moribonda. Sabino supplicò Valentino affinché non fosse separato dalla sua amata: la vita senza di lei sarebbe stata solo una lunga sofferenza. Valentino battezzò il giovane, ed unì i due in matrimonio e mentre levò le mani in alto per la benedizione, un sonno beatificante avvolse quei due cuori per l&#8217;eternità.<br />
</em><br />
<strong>LEGGENDA DELLA ROSA DELLA RICONCILIAZIONE</strong><br />
<em> </em></p>
<p><em>Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore. Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio. La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.</em><br />
<strong><br />
LA LEGGENDA DEI BAMBINI</strong><br />
<em></em></p>
<p><em>San Valentino possedeva un grande giardino pieno di magnifici fiori dove permetteva a tutti i bambini di giocare. Si affacciava sovente dalla sua finestra per sorvegliarli e per rallegrarsi nel vederli giocare. Quando veniva sera, scendeva in giardino e tutti i bambini lo circondavano con affetto ed allegria. Dopo aver dato loro la benedizione regalava a ciascuno di loro un fiore raccomandando di portarlo alle loro mamme: in questo modo otteneva la certezza che sarebbero tornati a casa presto e che avrebbero alimentato il rispetto e l’amore nei confronti dei genitori. Da questa leggenda deriva l&#8217;usanza di donare dei piccoli regali alle persone a cui vogliamo bene.<br />
</em><br />
<strong>LA LEGGENDA DEI COLOMBINI</strong><br />
<em></em></p>
<p><em>Il sacerdote Valentino possedeva un grande giardino che nelle ore libere dall&#8217;apostolato coltivava con le proprie mani. Tutti i giorni permetteva ai bambini di giocare nel suo giardino, raccomandando che non avessero fatto danni, perché poi la sera avrebbe egli regalato a ciascuno un fiore da portare a casa. Un giorno, però, vennero dei soldati e imprigionarono Valentino perché il re lo aveva condannato al carcere a vita. I bambini piansero tanto. Valentino, stando in carcere pensava a loro, e al fatto che non avrebbero più avuto un luogo sicuro dove giocare. Ci pensò il Signore. Fece fuggire dalla gabbia del distratto custode due dei piccioni viaggiatori che Valentino teneva in giardino. Questi piccioni, guidati da un misterioso istinto, trovarono il carcere dove stava chiuso il loro santo padrone. Si posarono sulle sbarre della sua finestra e presero a tubare fortemente. Valentino li riconobbe, li prese e li accarezzò. Poi legò al collo di uno un sacchetto fatto a cuoricino con dentro un biglietto, ed al collo dell&#8217;altro legò una chiavetta. Quando i due piccioni fecero ritorno furono accolti con grande gioia. Le persone si accorsero di quello che portavano e riconobbero subito la chiavetta: era quella del giardino di Valentino. I bambini ed i loro familiari si trovavano fuori del giardino quando il custode lesse il contenuto del bigliettino. C&#8217;era scritto:&#8221;A tutti i bambini che amo…dal vostro Valentino&#8221;.</em></p>
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