Era il 14 Ottobre del 2007, quando il popolo del neo-nato Pd eleggeva come suo segretario Walter Veltroni.
In 2 anni di cose ne sono successe: il Governo Prodi è caduto (forse proprio a causa della nascita del PD e dell’elezione di Veltroni), è tornato al Governo Silvio Berlusconi e lo stesso Walter Veltroni ha lasciato la leadership del Pd.
Ma questa è storia passata, tra una settimana, per l’esattezza il 25 ottobre, si svolgeranno nuovamente le Primarie del PD che sanciranno il nuovo Segretario.
Sicuramente rispetto a 2 anni fa la gara è più gara; con 2 candidati Franceschini e Bersani molto forti e con Marino terzo incomodo ma che giocherà un ruolo determinante.
Ecco in sintesi le posizioni dei 3 candidati, in base alle mozioni da loro presentate:
1. La forma del Partito Democratico. Continua a leggere »
Franceschini e Marino auspicano un’apertura del Partito Democratico, che con Marino si verifica a tutto tondo, mentre con Franceschini si parla di contributo dei non iscritti solo in occasione delle grandi scelte.
Bersani vuole che questi partecipino solo quando lo Statuto lo permette.
Inoltre, Bersani si ritiene favorevole alle Primarie solo in occasione della scelte del leader della coalizione di Governo, ossia: PD + alleanze con altri Partiti.
Oggi 15 luglio 2009, luogo Italia, nell’ancora possibilità di poter scrivere liberamente su internet (per quanto, si vedrà, forse fino a settembre quando verrà discusso il ddl sulle intercettazioni) e prima che il nostro paese diventi una repubblica delle banane (se non lo è già diventata tra veline e prostitute) e rispedendo al mittente il tentativo furbesco di chiudere blog e siti web basandosi sull’intimidazione e sulla minaccia di irrogare pesanti sanzioni pecuniarie (stile Il padrino), sul blog si parla di Beppe Grillo e del Pd.
Nei giorni scorsi il comico ligure ha lanciato la sua nuova provocazione: candidarsi alle primarie del Partito Democratico. Il tentativo comunque sembra non essere andato in porto: la commissione di garanzia del Pd infatti ha deciso successivamente di non poter rilasciare la tessera del partito al comico in quanto lo stesso “si riconosce e aspira ad un movimento politico ostile al Pd”.
Altri ostacoli al rilascio della tessera e alla sua candidatura sembrano derivare dal fatto che il comico appare già leader di altri partiti politici (tradotto liste civiche) mentre lo statuto del Partito Democratico richiederebbe la non iscrizione in altri movimenti politici. E poi Grillo, anche se iscritto, non potrebbe comunque candidarsi alle primarie per aver presentato la richiesta dopo il 26 giugno, giorno in cui è stato convocato il congresso.
La speranza è che la storia insegni a non commettere gli stessi errori, ma quando si parla di centrosinistra italiano questo è tutt’altro che scontato.
Ad autunno si terrà il nuovo Congresso del Partito Democratico e come previsto da statuto si terranno le primarie fissate per il 25 ottobre.
La sfida sembra essere purtroppo circoscritta a due candidati: Franceschini e Bersani.
Dico purtroppo non tanto per le persone che si sfideranno entrambe lodevoli: al primo bisogna dare il merito di aver retto sorretto una baracca ormai distrutta al secondo per essere stato l’unico negli ultimi 10 anni ad aver provato a smantellare le varie lobby che stanno uccidendo il nostro paese.
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