I ministri di Obama.

22 novembre 2008, in Atomo del Male, Barack Obama, Elezioni, Politica, USA, di Radio Rebelde

clinton obama 070925 ms 300x225 I ministri di Obama.Si dice che per avere una grande squadra di calcio occorrono un gran portiere, un gran regista e un gran bomber.

Il bomber Obama ha scelto.  Il suo regista sarà infatti Timothy Geithner, futuro ministro del tesoro USA, che avrà il compito di prendere palla la patata bollente dell’attuale situazione economia statunitense e provare a risollevarla.  Il suo portiere La sua portiera sarà invece Hillary Clinton, futuro segretario di , che dovrà essere la “conservatice”-difensivista del gruppo.

Barack e Hillary, i due avversari delle primarie, si ritrovano dunque fianco a fianco nella gestione della politica estera americana. Una coppia che dovrà mostrarsi unita di fronte alle numerose sfide che attendono Obama dopo gli anni bui di Bush. Dall’Iraq all’Afghanistan, dal conflitto tra israeliani e palestinesi ai rapporti con Cuba, l’America cercherà di voltare pagina.

Le posizioni dei due ex rivali sui grandi temi di politica estera non sempre coincidono. La Clinton vuole un ritiro rapido dall’Iraq, mentre Obama ha parlato di disimpegno graduale in 16 mesi. Sull’Iran la senatrice di New York ha sempre sostenuto una linea intransigente, mentre il presidente eletto si è detto disponibile a negoziati con Teheran, anche se negli ultimi tempi ha irrigidito la sua posizione. Su un punto chiave sono d’accordo: l’era dell’unilateralismo è finita con Bush, l’America deve tornare a dialogare con il mondo.

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La venere festaiola

7 marzo 2008, in Atomo del Male, Festa, di TheSave

venere La venere festaiolaDomani è l’8 Marzo e come i più smaliziati di voi saprà (soprattutto quelli “accompagnati” da una controparte del gentil sesso) è la festa della donna.

Allora mi sono posto la domanda: ma perché esiste la festa della donna?! E, pensa te, ne è venuto fuori un articolo!

E bruciamo ‘sti reggiseni!

Dai primi movimenti suffragisti di metà ’800 alle dimostrazioni sessantottine in cui le “compagne” bruciavano i loro reggiseni per protestare contro una società che le relegava ad una vita casa-marito-figli, sono passati galloni e galloni di acqua sotto i ponti.

Ma andiamo con ordine.

Una breve ricerca su mamma Wiki mi ha spiegato che la ricorrenza dell’8 Marzo è stata istituita, con buona probabilità, in occasione di una protesta da parte delle operaie di Pietroburgo contro guerra e carestia (durante la rivoluzione di febbraio). Una volta che la ricorrenza ha preso piede si è ben pensato di non fare esplicito riferimento all’episodio (cioè alla rivoluzione russa) per non politicizzare l’evento e renderlo veramente internazionale.

Ricordo ancora quando una nostra professoressa delle superiori ci raccontava la storia leggenda della . Secondo questa leggenda (che è stato confermato essere un falso storico) nel 1908 a New York, alcuni giorni prima del 8 Marzo, le operaie dell’industria tessile iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l’8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco. Le 129 operaie prigioniere all’interno non ebbero scampo.trans La venere festaiola

…noi siam forze del lavoro, e cantiamo tutte in coro: Marciam! Suffragette, a noi!

merkel La venere festaiolaCome dicevo all’inizio, di acqua sotto i ponti ne è passata proprio tanta, dopo un secolo di lotte continue per ottenere la tanto agognata parità sociale, le donne penso che si possano dire soddisfatte del livello di parità che hanno conquistato.

clinton La venere festaiolaSono un ottimo esempio di questa parità nazioni come la Germania ed il suo presidente Angela Merkel, la “Lady di Ferro” della guerra fredda e la wannabe-president Hillary Clinton. Tutti ottimi esempi di donne e (soprattutto nazioni) civilizzate e egalitarie.

Ovviamente, nel mondo, non c’è una sola società ed una sola legge, ci sono ancora tante battaglie da portare avanti in altrettanti paesi dove la donna viene trattata alla stregua di un animale, se non peggio.

E non pensate solamente ai paesi considerati “del terzo mondo”, qualcuno avrà in mente l’immonda pratica dell’infibulazione, ancora “di moda” in molti paesi dell’Africa e del Medioriente; ma anche in casa nostra, in Italia, abbiamo i nostri “problemi di uguaglianza”.

Saltando a piè pari i rapporti tra cristianesimo e donne che è sempre stato abbastanza problematico da quel fatidico: “Non desidererai la donna d’altri“, perché richiederebbe un articolo a sé stante, guardiamoci intorno: noteremo ben presto che la donna è considerata tutt’ora alla stregua di un giochino: vallettine, letterine, ballerine, belline, carine, biondine, morettine, rossine, le uniche cose che devono essere superlative sono sempre 2 però: culi e tette, sodi ed in abbondanza.

Insomma: se non son t***e, non le vogliamo

E la mimosa?!?!?!?!?

marilyn monroe La venere festaiolaC’è decisamente ancora molto lavoro da fare se si vuole veramente perorare la causa dell’uguaglianza dei diritti femminili.

Questo è il motivo che mi ha spinto a digitare questi 600 e rotti polisillabi sulla festa della donna.

Anche in questo caso il consumismo è riuscito a rodere le radici di questa festa: il giorno dedicato al ricordo di sforzi e sacrifici che ci hanno portato alla condizione attuale della donna è diventato il giorno degli spogliarelli maschili nelle discoteche, della mimosa venduta ai semafori e dei milioni di euro spesi in fiori e regalini.

Che quelle operaie di inizio ’900 abbiano combattuto tanto per permettere alle loro pronipoti di sbavare dietro agli addominali scolpiti di un bel maschione oliato a puntino, la sera dell’8 Marzo?

Chissà…

Durante la stesura di questo articolo ho capito una cosa, che spero qualcuno condivida con me:

La donna non potrà mai considerarsi allo stesso livello sociale dell’uomo finché ci dovrà essere una festa che ci ricordi che anche lei esiste!

In questi giorni in America sono iniziate le primarie per eleggere i 2 candidati, uno democratico, l’altro repubblicano, che si fronteggeranno per la conquista della Casa Bianca. Quello che si sta svolgendo in questi giorni quindi non è altro che il primo tassello di un puzzle che si completerà il 4 novembre 2008, giorno cui verrà eletto il 44° presidente degli Stati Uniti d’America.

La procedura è abbastanza complessa perciò mi avvalgo dell’aiuto di Wiki. L’elezione del presidente americano avviene in due fasi, una prima non prevista dalla Costituzione, una seconda che invece lo è. La prima fase, o fase delle Elezioni , consiste nell’elezione dei candidati alle cariche di Presidente e di Vice Presidente, e avviene nelle Convenzioni Nazionali dei due partiti, quello democratico e quello repubblicano. Ogni elegge (come, lo decide lui) un certo numero di delegati che parteciperanno alla convenzione nazionale (la quale nominerà il candidato alla presidenza). Ogni candidato cerca di far eleggere i delegati a lui favorevoli in modo da ottenere la vittoria alla Convention nazionale (nella quale si trovano, diciamo di diritto, i super delegati, ossia governatori, membri del congresso, alte personalità dei 2 partiti). L’Iowa tradizionalmente è lo stato che per primo elegge i candidati, seguito a ruota da New Hampshire (8 gennaio), Michigan (15 gennaio), South Carolina (19 gennaio per i repubblicani e 26 gennaio per i democratici), Florida (29 gennaio), Maine (2 febbraio per i repubblicani, 10 per i democratici) e da 22 Stati il 5 febbraio, il super martedì, giorno nel quale molto viene deciso per i tanti delegati in palio. Fino a giugno seguono poi i rimanenti Stati. Hillary Clinton e Barack Obama, in campo democratico, sono i favoriti mentre tra i repubblicani solo Rudolph Giuliani e John McCain sembrano avere le chance giuste per arrivare fino alla fine.

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