Philadelphia. Clyde Shelton (Gerard Butler) è un ingegnere meccanico della CIA che ha abbandonato il proprio lavoro per dedicarsi interamente alla propria famiglia. La sua vita apparentemente è perfetta: ha una moglie che ama e una figlia che adora. Ma improvvisamente una sera 2 malviventi si introducono a casa sua e le uccidono sotto i suoi occhi.
Clyde ha visto e riconosciuto perfettamente i 2 criminali ma il processo non avrà mai inizio: il pubblico ministero Nick Rice patteggia una pena più leggera pur di vincere la causa e allungare la sua striscia positiva di cause vinte. Per Clyde, profondamente scontento per un simile comportamento, è ora di farsi giustizia da solo..
Se la Giustizia non funziona..
Venire a patti con i criminali, commettere errori giudiziari e lasciare a piede libero efferati assassini. La giustizia americana, a detta della pellicola, proprio non funziona. Ad accorgersene, a suo malgrado, anche l’onesto ed irreprensibile cittadino Clyde Shelton.
Continua a leggere »
Il nuovo “Lodo Alfano” ha superato l’esame della Camera. Si attende ora il voto (scontato) del Senato. Ecco servita la nuova legge (ad personam), denominata Legittimo Impedimento, ad uso e consumo del presidente del Consiglio (e dei ministri).
In sostanza, grazie alla nuova legge, Silvio Berlusconi potrà ottenere il rinvio (ogni rinvio può estendersi fino a 6 mesi, fino ad un totale massimo di un 1 anno e mezzo) delle udienze dei processi in cui è coinvolto, congelando di fatto i relativi procedimenti. Tutto ciò sulla base del legittimo impedimento a comparire in aula a causa dei suoi impegni di governo.
Basterà quindi che la presidenza del Consiglio attesti la presenza del legittimo impedimento perchè il giudice rinvii il processo ad altra udienza.
Processo sospeso, Silvio salvato, giusto giusto il tempo necessario per emanare un nuovo Lodo Alfano (questa volta costituzionale) o per ripristinare l’immunità parlamentare. Diversi strumenti ma un unico fine : evitare di farsi giudicare (nel bene e nel male, fino ad oggi un processo si può concludere anche con una piena assoluzione).
Il caso Cesare Battisti non è nuovo alle cronache italiane. Ed ora la Corte Suprema Brasiliana, dopo il ricorso presentato a suo tempo dall’Italia contro l’allora decisione del Ministro della Giustizia brasiliano di considerare Battisti un rifugiato politico (quindi non estradabile), si è invece espressa a favore dell’estradizione.
La Corte tuttavia, anche se si è pronunciata a favore dell’estradizione e quindi del rientro in Itala di Battisti, ha stabilito che la decisione finale sul caso spetterà comunque al presidente brasiliano Lula. Sarà quindi quest’ultimo a dire l’ultima parola sulla vicenda.
La Corte ha considerato estradabile Battisti in quanto lo stesso si è reso colpevole di reati comuni, non politici. Meglio tardi che mai si potrebbe dire, finalmente i giudici brasiliani sono riusciti a capire la natura dei reati commessi da Battisti. Condannato (all’ergastolo) in Italia per dei precisi crimini, non per aver espresso certe opinioni politiche piuttosto che altre.








