Cresce e si allarga in lo scandalo sugli abusi sessuali compiuti su minorenni nelle scuole religiose tedesche. Nuove rivelazioni coinvolgono anche il fratello di Papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger. Secondo quanto affermato dall’attuale direttore del celebre coro di voci bianche della città di Ratisbona tra il 1958 e il 1973 alcuni coristi subirono delle violenze.

Georg Ratzinger diresse il coro dal 1964 al 1994 ma quest’ultimo comunque ha negato di essere a conoscenza di casi di abusi sessuali. Verificatesi, secondo l’attuale vescovo di Ratisbona, nel 1958.

Il quadro comunque che emerge, da quando molti ex allievi del ginnasio cattolico Canisius di Berlino hanno rivelato gli abusi sessuali subiti, appare sconsolante : i casi sarebbero più di un centinaio e coinvolgerebbero molte scuole religiose. Con tanto di stupri segreti nei sotterranei o sessioni di masturbazione.

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La storia e le leggende di San Valentino.

7 febbraio 2010, in Amore, Festa, Società, di Radio Rebelde

san valentino 241x300 La storia e le leggende di San Valentino.L’ origine della festa degli innamorati è il tentativo della cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all’arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita.

I padri precursori della , determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno così cercato un santo “degli innamorati”. Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di , un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.

nato a Terni nell’anno 175 d.C. divenne così il patrono dell’amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo. Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano ed è considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.

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La Corte Europea dei diritti dell’Uomo con sede a Strasburgo, sulla base di un ricorso presentato da una cittadina italiana, ha emesso una sentenza destinata a far discutere, non poco, l’opinione pubblica italiana : la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche viola il diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e la libertà di religione degli alunni stessi.

Il crocefisso stesso inoltre può essere interpretato degli studenti come un simbolo religioso e quindi potrebbe condizionarli. Condizionamento gradito a bambini cattolici ma non quelli di altre religioni o atei.

Il governo italiano da parte sua ha presentato ricorso alla Corte di Strasburgo mentre si è scatenato il dibattito sul significato della presenza del crocefisso nell’aula scolastica, arrivando a definirla come un’antica tradizione inoffensiva o come un simbolo della tradizione italiana. Ma dato che le tradizioni o i simboli italici sono innumerevoli e questi devono stare nelle scuole, allora perchè non mettere accanto alla lavagna una foto del Palio di Siena (antica tradizione inoffensiva, almeno per l’uomo) o un pò di pasta (simbolo della tradizione contadina e gastronomica nazionale)?

Coloro che si ritengono credenti dovrebbero forse riflettere sulla banalizzazione di questo importante simbolo, assunto ora a mera “tradizione italica” ora a mera consuetudine. Una consuetudine che in realtà non nasce nella preistoria e neanche nel 1861 (anno in cui nasce il regno d’Italia) ma soltanto nel 1923 (dove, a questo punto, questa tradizione?) grazie ad alcuni provvedimenti amministrativi contenuti all’interno della legge delega 1601/1922. Se prima di allora non era avvertita la necessità di includere i crocefissi nelle aule scolastiche (e anche a quel tempo gli italiani erano cattolici) perchè ora si pone il bisogno assoluto di mantenerli?

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