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	<title>Atomo del Male &#187; Brunetta</title>
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		<title>Posta Elettronica Certificata : ora è per tutti. Come funziona.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 09:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa si cela dietro l&#8217;acronimo P.E.C.? Forse..Protezione Enti Caritatevoli? Niente di tutto questo P.E.C sta per Posta Elettronica Certificata, la rivoluzione tecnologica voluta da Ministro Brunetta per semplificare, velocizzare e migliorare i rapporti tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Prima disponibile solo per aziende e professionisti, oggi la Pec (in pratica un indirizzo e-mail certificato, cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa si cela dietro l&#8217;acronimo <strong>P.E.C.</strong>?<a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/pec.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-7237" title="pec" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/pec-300x164.gif" alt="" width="300" height="164" /></a></p>
<p>Forse..Protezione Enti Caritatevoli?</p>
<p>Niente di tutto questo P.E.C sta per <strong>Posta Elettronica Certificata</strong>, la rivoluzione tecnologica voluta da Ministro Brunetta per semplificare, velocizzare e migliorare i rapporti tra cittadini e Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Prima disponibile solo per aziende e professionisti, oggi la Pec (in pratica un indirizzo e-mail certificato, cioè con valore legale) è a disposizione di tutti i<strong> cittadini </strong>maggiorenni che dispongono di un codice fiscale (in tutto 50 milioni) per poter inviare comunicazioni alla pubblica amministratore con lo stesso valore legale di una raccomandata.</p>
<p>Per attivarla è necessario recarsi sul sito <a href="https://www.postacertificata.gov.it/home/index.dot" target="_blank">postacertificata.gov.it</a>, iscriversi, attendere 24 ore e poi recarsi, entro 3 mesi, in uno degli oltre 6100 uffici postali abilitati con un documento di riconoscimento e il codice fiscale o il tesserino del servizio sanitario nazionale per completare l&#8217;attivazione del servizio.<span id="more-7236"></span></p>
<p><div style="width:550px; margin-left: auto; margin-right: auto; overflow:auto;">
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<p>Attivando la PEC (il servizio è facoltativo non obbligatorio) si potrà godere di una serie di <strong>servizi</strong> correlati come la possibilità di poter disporre dell&#8217;indirizzario delle caselle certificate della pubblica amministrazione. Se alcuni servizi sono <strong>gratuiti</strong> altri sono <strong>a pagamento</strong> come il calendario delle scadenze dei pagamenti e degli adempimenti o la notifica tramite, sms , telefono o posta cartacea della presenza di messaggi nella casella di posta.</p>
<p>La PEC presenta <strong>vantaggi</strong> e <strong>svantaggi</strong>. E&#8217; più veloce, semplice ed immediata (le modalità di accesso sono le stesse di qualsiasi altra posta elettronica e vi si può accedere da qualsiasi computer connesso ad internet) ma non rappresenta al tempo stesso uno standard internazionale (si tratta solamente di un insieme di regole e di norme solo italiane) e non è obbligatoria, potendo essere sostituita da un  indirizzo di posta elettronica basato su analoghe tecnologie che  certifichino la data e l&#8217;ora dell&#8217;invio e della ricezione delle comunicazioni  e l&#8217;integrità del contenuto delle stesse.</p>
<p>La PEC rischia inoltre di trasformarsi, a causa della burocrazia, dei disservizi, del divario tecnologico e della mancanza di adeguate infrastrutture telematiche nell&#8217;ennesima rivoluzione mancata o nell&#8217;ennesimo <strong>spreco </strong>di denaro pubblico. Al tempo stesso rappresenta però un encomiabile tentativo di avvicinare cittadini e pubblica amministrazione, una dimostrazione pratica di come l&#8217;amministrazione digitale possa diventare, per tutti i cittadini, un realtà concreta di tutti i giorni.</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/04/27/posta-elettronica-certificata-ora-e-per-tutti-come-funziona/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		<title>Il flop dei certificati online e il periodo storto di Brunetta.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 12:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Radio Rebelde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[Certificati]]></category>
		<category><![CDATA[Fannulloni]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver perso la poltrona di Venezia, un nuova questione spinosa attanaglia Brunetta. La rivoluzione digitale sarebbe dovuta partire a gennaio. Poi l’auspicata semplificazione dei rapporti tra medici e P.A è slittata al 3 aprile. Ma i certificati di malattia continuano ad essere scritti solo su carta: di quelli digitali annunciati dal ministro Brunetta non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7150" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/brunetta_il_nano_N1-300x203.jpg" alt="" width="280" height="180" />Dopo aver perso la poltrona di Venezia, un nuova questione spinosa attanaglia <strong>Brunetta</strong>.</p>
<p>La <strong>rivoluzione digitale</strong> sarebbe dovuta partire a gennaio. Poi l’auspicata semplificazione dei rapporti tra medici e P.A è slittata al 3 aprile. Ma i certificati di malattia continuano ad essere scritti solo su carta: di quelli digitali annunciati dal ministro Brunetta non ne è partito uno.</p>
<p>Da Aprile e per 3 mesi dovrebbe essere attivo il doppio regime che consente ancora il rilascio di quelli cartacei, poi i dati dovrebbero essere inviati solo via web. Ma per ora tramite internet «non è partito verso l’Inps neanche un certificato – spiega Giacomo Milillo, segretario della Federazione Italiana Medici di famiglia – ci sono molti problemi da risolvere». Quali? «Non in tutta Italia funziona la banda larga, così dopo le visite a domicilio in luoghi come le comunità montane non è possibile rilasciare subito il certificato».<span id="more-7146"></span></p>
<p><div style="width:550px; margin-left: auto; margin-right: auto; overflow:auto;">
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<p>E il mancato invio è sanzionabile con la perdita della convenzione. Non solo: il medico, prescrive il decreto, può essere punito anche se la malattia non è oggettivamente riscontrabile. «Se un paziente viene da me – spiega Milillo – e mi dice di avere la cefalea, teoricamente io non potrei fare il certificato, pena sanzioni. Un problema che il governo ha detto di voler risolvere con un intervento legislativo di interpretazione».</p>
<p>L&#8217; Ordine dei Medici a nome di quasi tutti gli iscritti chiede al ministro Brunetta il ricorso all’<strong>autocertificazione</strong> per quelle malattie fino a due giorni di assenza, che oltretutto semplificherebbe la vita di medici e assistiti.</p>
<p>Non ci resta che aspettare per giudicare se il Ministro Anti-fannulloni l&#8217;ha pensata giusta sta volta oppure se si è trattato dell&#8217;ennesimo esempio della politica di falsi annunci del Governo.</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/04/15/il-flop-dei-certificati-online-e-il-periodo-storto-di-brunetta/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		<title>Brunetta, fuori di casa a 18 anni. Parole di un ex bamboccione pentito?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 15:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta alle prese con la propria campagna di annientamento contro i fannulloni ha una nuova strabiliante idea: una legge che allontani i ragazzi di 18 anni dalle proprie case e famiglie. Questi infatti &#8220;bivaccano&#8221; in casa fino a tarda età e a spese dei propri genitori, non concludendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2008/10/brunetta2-799554.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1662" title="Brunetta" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2008/10/brunetta2-799554.jpg" alt="" width="170" height="227" /></a>Il Ministro per la pubblica amministrazione <strong>Renato Brunetta</strong> alle prese con la propria campagna di annientamento contro i fannulloni ha una nuova strabiliante idea: una legge che allontani i <strong>ragazzi</strong> di 18 anni dalle proprie case e famiglie. Questi infatti &#8220;bivaccano&#8221; in casa fino a tarda età e a spese dei propri genitori, non concludendo nulla di buono da mattina a sera.</p>
<p>Brunetta successivamente ha comunque ribadito che si è trattato di una<strong> battuta</strong>, di una provocazione  (certo che se me lo permettessero&#8230;penserà il povero Renato) ma questa non piaciuta ad alcuni membri del Governo (ad es al ministro Calderoli) e a parte dell&#8217;opposizione (IDV).</p>
<p>Probabilmente il povero Brunetta, sconvolto dalla sentenza del Tribunale di Trento che ha condannato un padre sessantenne a pagare gli alimenti alla propria figlia trentaduenne iscritta all&#8217;Università e fuori corso da 8 anni, ha pensato di correre ai ripari. E tormentato inoltre dal proprio vergognoso passato da <strong>bamboccione</strong> (lui stesso ha riferito di non aver saputo rifare il letto fino all&#8217;età di 30 anni) Brunetta ha cercato forse di ottenere la redenzione per il suo peccato..di gioventù.</p>
<p><span id="more-6474"></span><br />

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</p>
<p>In realtà in <strong>l&#8217;Italia</strong>, anche se uno dei paesi al mondo con la maggior percentuale di figli bamboccioni, non è ne la Gran Bretagna nè gli Stati Uniti. In definitiva non è un paese anglosassone e da questi se ne dissocia per società e<strong> stile di vita</strong>.</p>
<p>Certamente molti giovani rimarranno nelle case dei genitori per pigrizia e comodità ma tanti altri per pura necessità. L&#8217;Italia non è gli Stati Uniti e non dispone di <strong>college</strong> universitari con centinaia di posti letto (nella maggior parte dei casi infatti l&#8217;universitario si deve arrangiare da solo affittando un sudicio appartamento) e sufficienti ed adeguate<strong> borse di studio</strong> per tutti.</p>
<p>E non solo. C&#8217;è un problema di <strong>scuola</strong> e <strong>lavoro</strong>. In primo luogo molte scuole medie superiori (come i licei) non preparano lo studente al lavoro ma alla continuazione degli studi mentre solo alcune più specifiche offrono una preparazione più tecnica e selettiva.</p>
<p>In secondo luogo lo studente uscito dall&#8217;università o dalle superiori difficilmente trova un lavoro oppure se lo trova nella maggior parte dei casi inizialmente è a tempo determinato e poco retribuito, quindi non dispone delle sufficienti risorse finanziare per poter vivere da solo ed è costretto a rimanere a casa dai genitori. Può evitarlo solo se ha molta fortuna, è un genio, ha molti amici o è super specializzato (cosa per la quale però molto spesso occorrono molti anni di studio).</p>
<p>Altrimenti rimarrà a casa. Sorry Mr. Brunetta, ex bamboccione pentito.</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/01/19/brunetta-fuori-di-casa-a-18-anni-parole-di-un-ex-bamboccione-pentito/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pubblici Dipendenti, un DDL richiede il giuramento di fedeltà.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[Giuramento]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel DDL  &#8220;taglia-burocrazia&#8221; collegato alla Finanziaria e di fresca approvazione da parte del Consiglio dei Ministri sulla semplificazione amministrativa vi è una disposizione alquanto particolare, ossia la previsione di un giuramento di fedeltà alla Repubblica dei nuovi dipendenti pubblici al momento dell&#8217;assunzione. Solo i neo assunti dovranno prestare il giuramento e nel caso in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <strong>DDL  &#8220;taglia-burocrazia</strong>&#8221; collegato alla Finanziaria e di fresca approvazione da parte del Consiglio dei Ministri sulla semplificazione amministrativa vi è una disposizione alquanto particolare, ossia la previsione di un <strong>giuramento di fedeltà </strong>alla Repubblica dei nuovi dipendenti pubblici al momento dell&#8217;assunzione.<img class="alignright size-full wp-image-1662" title="Brunetta" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2008/10/brunetta2-799554.jpg" alt="Brunetta" width="170" height="229" /></p>
<p>Solo i neo assunti dovranno prestare il giuramento e nel caso in cui si rifiuteranno di farlo verranno <strong>licenziati</strong> senza preavviso. Tali norme inoltre non potranno essere derogate da contatti o accordi collettivi.</p>
<p>Così recita il Giuramento :</p>
<blockquote><p><em>Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi, di adempiere ai doveri del mio uffici nell&#8217;interesse dell&#8217;amministrazione per il pubblico bene</em></p></blockquote>
<p>La norma tuttavia solleva numerose perplessità, in primo luogo quella della stessa <strong>necessità</strong> della reintroduzione di una tale formula (il giuramento era comunque previsto fino a 15 anni fa), che in pratica richiede al dipendente di comportarsi e adempiere i propri doveri nel rispetto della legge e nell&#8217;interesse della collettività, cose che dovrebbero essere già ben chiare al neo-assunto al di la della recita di una formale espressione linguistica. Se così non fosse infatti il giuramento avrebbe comunque ben poco valore.</p>
<p>E poi quale fiducia si dimostra  nei nuovi lavoratori chiedendone anticipatamente la lealtà? In pratica una ammissione di sfiducia preventiva, un modo per ribadire che da essi, in pratica, ci si aspetta solo il peggio e quindi occorre correre ai ripari con largo anticipo.</p>
<p><span id="more-5970"></span><br />

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</p>
<p>Una seconda questione attiene alla <strong>sanzione</strong> per il mancato giuramento ossia il <strong>licenziamento</strong>, una sanzione che in teoria deve essere proporzionata all&#8217;infrazione commessa. Inoltre il lavoratore potrebbe comunque rivelare il licenziamento come ingiusto e quindi ricorrere all&#8217;art 18 della Statuto dei lavoratori per richiedere la riassunzione. Infine potrebbe rilevare la violazione degli articoli 21 e 35 della Costituzione, in quanto tale giuramento condizionerebbe la propria libertà d&#8217;espressione, essendo ora condizionata dal volere superiore, e la tutela del proprio lavoro.</p>
<p>Nel<strong> 1931 </strong>un regio decreto intimava ai professori universitari di prestare giuramento allo statuto albertino, alla monarchia  e al <strong>regime </strong>fascista (in caso contrario avveniva la perdita della cattedra universitaria). Nel 2009 si intima ai dipendenti pubblici di prestare giuramento alla Costituzione e alle leggi del Stato, pena il licenziamento, facendoli diventare un gregge di placidi servi e schiavi dello Stato e delle sue leggi, anche se di dubbia costituzionalità o illegittime.</p>
<p>E un giorno magari o quest&#8217;ultimo si potrebbe personificare in una sola persona o in dato movimento politico o si potrebbe aggiungere, tramite un piccolo articolo nascosto in un maxi-disegno di legge, la sudditanza e la fedeltà a quella data persona o maggioranza politica o al governo.</p>
<p>Ecco servita  una &#8220;mera casualità storica&#8221;.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Addio norme anti-fannulloni. Storia di una cancellazione silenziosa?</title>
		<link>http://www.atomodelmale.it/2009/09/25/addio-norme-anti-fannulloni-storia-di-una-cancellazione-silenziosa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=addio-norme-anti-fannulloni-storia-di-una-cancellazione-silenziosa</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 15:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[Fannulloni]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanto clamore (e polemiche) aveva suscitato la crociata Anti-fannulloni del ministro per la Pubblica Amministrazione R.Brunetta. Ma oggi la rivoluzione del pubblico impiego potrebbe essere oramai un ricordo, una rivoluzione cancellata da un decreto legge estivo (tradottosi nella legge 102/2009) passato senza tanto clamore per le aule parlamentari. Esultano così i sindacati, mentre il governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1662" title="Brunetta" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2008/10/brunetta2-799554.jpg" alt="Brunetta" width="170" height="217" />Tanto clamore (e polemiche) aveva suscitato la <strong>crociata Anti-fannulloni</strong> del ministro per la Pubblica Amministrazione R.<strong>Brunetta</strong>. Ma oggi la rivoluzione del pubblico impiego potrebbe essere oramai un ricordo, una rivoluzione cancellata da un decreto legge estivo (tradottosi nella legge 102/2009) passato senza tanto clamore per le aule parlamentari. Esultano così i sindacati, mentre il governo minimizza. Secondo quest&#8217;ultimo infatti poco nella sostanza è in realtà mutato.</p>
<p>La modifica principale riguarda le<strong> fasce di reperibilità</strong>. Mentre prima queste erano state estese a tutta la giornata con l&#8217;esclusione di una sola ora  di &#8220;libera uscita&#8221; (dalle 13 alle 14) ora le stesse sono state ripristinate nelle vecchia formula delle 4 ore giornaliere (ossia dalle 10-12 e dalle 17 alle 19) durante le quali appunto si potrà ricevere la &#8220;sgradita&#8221; visita fiscale.</p>
<p>Su altri aspetti della contestata normativa anti-fannulloni e sulla loro effettiva scomparsa invece è scontro tra sindacati e ministero. Secondo i primi infatti addio ad alcune <strong>penalizzazioni economiche</strong> ai lavoratori in malattia (come una minore indennità) e <strong>certificazione medica</strong> riaffidata al medico convenzionato.</p>
<p><span id="more-5671"></span><br />

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</p>
<p>Di tutta un&#8217;altra opinione invece il ministero che nega tali cambiamenti ma ricorda anche che questi ultimi aspetti (trattenute economiche e certificazioni mediche) saranno presto gestiti online dall&#8217;Inps e quindi uniformati al settore privato.</p>
<p>Sulla ragione di questa imprevisto e apparente ritorno sui propri passi i sindacati non hanno alcun dubbio : troppo evidente l&#8217;<strong>incostituzionalità</strong> del testo normativo. E se quest&#8217;ultimi lamentano l&#8217;assenza di concrete novità nel settore del pubblico impiego e la mancata soluzione dei suoi reali problemi, non dimenticano di lanciare un ultimo quesito polemico : perchè a questa notizia è stata data così poco pubblicità? Ennesimo caso, forse, di informazione imbavagliata.</p>
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		<title>Brunetta, il ministro che fa diminuire le malattie.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 13:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Radio Rebelde</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Noi bloggers siamo sempre più propensi a criticare chi ci governa, anche perché raramente abbiamo la possibilità di far diversamente, tuttavia è giusto dare a Cesare quello che è di Cesare o come in questo caso dare a Brunetta quello che è di Brunetta. E’ bastato l&#8217;annuncio da parte del Ministro nel settore della Pubblica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2008/07/Brunetta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9463" title="Brunetta" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2008/07/Brunetta.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>Noi bloggers siamo sempre più propensi a criticare chi ci governa, anche perché raramente abbiamo la possibilità di far diversamente, tuttavia è giusto dare a Cesare quello che è di Cesare o come in questo caso dare a<strong> Brunetta</strong> quello che è di Brunetta.</p>
<p>E’ bastato l&#8217;annuncio da parte del <strong>Ministro</strong> nel settore della <strong>Pubblica Amministrazione</strong> di un  giro di vite sulle malattie facili per far diminuire il numero di <strong>assenze</strong> nel solo mese di giugno del 18%. E&#8217;  la prima volta, da qualche anno a questa parte, che si registra una diminuzione delle malattie infatti, tra il 2004 e il 2006 le giornate di malattia hanno dimostrato sempre una sostanziale stabilità, con una media di circa 16 giorni l&#8217;anno.</p>
<p>Nel giugno 2007 gli statali presi in esame facevano in media quasi un giorno di malattia (0,92), adesso 0,75. Se questo trend rimanesse stabile per tutto l&#8217;anno, si passerebbe da 11 a 9 giorni di assenze, un livello tuttavia sicuramente inferiore a quello reale dell&#8217;anno, che comprende i mesi invernali quando ci si ammala di più.</p>
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<p>Ovviamente, queste medie nascondono situazioni di partenza molto differenti tra le diverse amministrazioni. I dipendenti dell&#8217;Istituto di previdenza, per esempio, non erano tra i grandi malati: partivano nel 2007 da una media di 4,8 giorni pro-capite. Ma ci sono ministeri o dipartimenti in cui la media era ancora più alta: lo Sviluppo economico (11), la Ragioneria (16), l&#8217;Agenzia delle entrate (quasi 12), il dipartimento delle Finanze (18), il ministero del Lavoro (15) e quello delle Infrastrutture (18), fino ad arrivare ai 23 giorni dei dipendenti del ministero dell&#8217;Università e ricerca.</p>
<p>La <strong>cura Brunetta </strong>sembra aver cambiato in parte le cose. A giugno al ministero dell&#8217;Istruzione c&#8217;è stato un calo delle assenze del 27,2 per cento, del 30 agli Affari esteri, del 25 all&#8217;Agenzia delle entrate, come alla Giustizia. C&#8217;è solo un ministero dove l&#8217;effetto annuncio è passato inosservato, quello dello Sviluppo economico che, unico nel panorama, ha esibito a giugno un più 10,9 per cento.</p>
<p>Tra i Comuni studiati la maglia nera va a quello di Cosenza, dove i dipendenti si sono ammalati nel 2007 per 56,4 giorni l&#8217;anno. Le assenze però si stanno ridimensionando, ma senza grandi tagli (-14 per cento a giugno). Più sensibili a Napoli, che ha segnato un -21,3 per cento. I più virtuosi sono invece i dipendenti del municipio di Pordenone che sono rimasti a casa con la febbre poco più di tre giorni l&#8217;anno.</p>
<p>Non ci resta che augurarci che i fascicoli dormienti sulle scrivanie si siano assottigliati: il taglio delle assenze ha riportato al lavoro circa 13.700 persone.</p>
<p>Ora la speranza è che dalle parole si passi ai fatti, perché questi numeri dimostrano che anche in Italia la meritocrazia può esistere, ovviamente, senza penalizzare coloro che il loro lavoro lo facevano già senza il bisogno dei rimproveri di Brunetta; anzi premiando in primis quest’ultimi perché così come è giusto punire i fannulloni è giusto ricompensare coloro che fanno il lavoro anche dei fannulloni.</p>
<p>Radio Rebelde.</p>
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