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	<title>Atomo del Male &#187; Avatar</title>
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		<title>TV 3D, la televisione in tre dimensioni sbarca nei nostri salotti &#8211; Parte II</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 21:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheSave</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;episodio precedente: Il 3D si prepara a sbarcare nei nostri salotti e per prepararci a questa &#8220;rivoluzione&#8221;, quale cosa migliore di leggersi un bell&#8217;articolo su come funziona e cosa propone il mercato della terza dimensione?! A me gl’occhi! Riprendendo il discorso da dove l&#8217;avevamo lasciato nell&#8217;articolo precedente, e sorvolando sui problemi di registrazione – che riguardano principalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;episodio precedente:</p>
<blockquote><p>Il 3D si prepara a sbarcare nei nostri salotti e per prepararci a questa &#8220;rivoluzione&#8221;, quale cosa migliore di leggersi un bell&#8217;articolo su come funziona e cosa propone il mercato della terza dimensione?!</p></blockquote>
<p><strong>A me gl’occhi!</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7267" title="Rosso-Blu" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/3-d-glasses-traditional-300x204.gif" alt="" width="300" height="204" />Riprendendo il discorso da dove l&#8217;avevamo lasciato nell&#8217;<a href="http://www.atomodelmale.it/2010/04/28/tv-3d-la-televisione-in-tre-dimensioni-sbarca-nei-nostri-salotti-parte-i/">articolo precedente</a>, e sorvolando sui problemi di registrazione – che riguardano principalmente registi e produttori –, focalizziamoci sulla visione, abbiamo detto: <strong>l’occhio </strong>destro <strong>deve vedere le immagini registrate per esso</strong>, così come il sinistro, e guai ad invertirne l’ordine, salvo ritrovarsi con una disgustante <strong>sensazione di nausea</strong>.</p>
<p>Il metodo più usato – e più economico – fin’ora per ottenere tale “<strong>indirizzamento selettivo</strong>” verso i due occhi è stato l’uso di <strong>lenti colorate</strong> – chi non ha mai indossato gli occhialini blu-rossi cartonati alzi la mano – che di contro ha una <strong>bassa definizione delle immagini</strong> ed una <strong>resa del colore tutt’altro che naturale</strong>.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-7266" title="Occhiali Polarizzati" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/800px-Glasses_for_RealD_Cinema-fs_PNr°0272-150x97.jpg" alt="" width="150" height="97" />Per fortuna già agli inizi degli anni &#8217;40 si pensò ad utilizzare delle<strong> lenti polarizzate</strong> per selezionare le immagini per ciascun occhio <strong>in funzione della diversa polarizzazione</strong> delle luce delle immagini proiettate. In questo modo si ottiene l’indirizzamento selettivo che permette la stereoscopia ed una buona resa di colori e definizione dell’immagine. Il problema è che per sfruttare la polarizzazione della luce è <strong>necessario dotarsi </strong>di <strong>proiettore</strong>, <strong>schermo<span style="font-weight: normal;"> &#8212; silv</span></strong>er screen &#8211; <strong> </strong>e <strong>occhiali </strong>appositamente studiati, che <strong>fanno lievitare</strong> &#8212; e di molto &#8211;<strong> il prezzo dell&#8217;apparecchiatura</strong>.<span id="more-7262"></span></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7265" title="Shutter Glasses" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/3dvision-glasses-1-150x80.jpg" alt="" width="150" height="80" />In alternativa a questa <strong>tecnologia passiva</strong>, e nata cronologicamente prima, esistono gli <strong>shutter glasses</strong> – occhiali otturatori –, questo tipo di occhiali rimane <strong>costantemente sincronizzato con il proiettore/televisore</strong>, che a sua volta riproduce alla velocità di <strong>120 frame al secondo</strong> un immagine per occhio – che si traduce in un frame-rate di 60 fps per occhio senza sfarfallio.</p>
<p>Il compito degli occhiali è quello di <strong>chiudere alternativamente</strong> – per un millesimo di secondo – la lente sinistra e quella destra, <strong>in sincrono con le immagini riprodotte</strong>. In pratica, mentre sullo schermo vengono visualizzati, ad intervalli microscopici, due film diversi – per angolazione, ovviamente – nel nostro cervello viene assemblato <strong>un unico flusso di immagini tridimensionali</strong>.<br />
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<strong>Di schermi, videogiochi e mondiali di calcio</strong></p>
<p><img class="size-full wp-image-7270 alignright" title="Film 3D" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/1237477486491.jpg" alt="" width="270" height="177" />Oltre al funzionamento,<strong> i due metodi</strong> – passivo dei filtri ed attivo dell’otturatore – hanno anche <strong>costi differenti</strong>, caratterizzati soprattutto dalle tecnologie su cui si basano: l’uso di <strong>lenti polarizzate</strong> permette di <strong>risparmiare </strong>molto sul <strong>costo degli occhiali</strong>, spostando al contrario tutto il costo sui <strong>televisori </strong>che devono essere <strong>dotati di particolari schermi riflettenti</strong>, molto costosi.</p>
<p>Dall’altra parte gli <strong>shutter glasses</strong> &#8212; realizzati con tecnologia LCD &#8212; <strong>sono più onerosi</strong> delle loro controparti polarizzate, perché equipaggiati con <strong>sistema di otturazione </strong>veloce – alimentato a batteria – e <strong>sincronizzati tramite impulsi </strong>– infrarossi, radio, segnali di fumo, ecc. – con lo <strong>schermo del televisore</strong>, che tuttavia <strong>non richiede particolari esigenze</strong>, fatta eccezione per la frequenza di riproduzione – quei 120FPS citati prima.</p>
<p>Al momento<strong> la tecnologia preferita</strong>, sulla quale stanno convergendo i principali produttori del settore,<strong> è quella attiva</strong>, e sul mercato sono già acquistabili televisori da 2000-3000€ Full-HD, <strong>capaci di riprodurre contenuti tridimensionali</strong>, ed eccoci arrivati al tasto dolente: i contenuti.</p>
<p>Se i <strong>televisori HD</strong> si trascinano tutt’oggi l’annoso problema della <strong>cattiva resa delle trasmissioni registrate</strong> nel classico formato PAL/NTSC – quello della TV analogica, per intenderci – <strong>anche i TV 3D risentono di questo problema</strong>. Tuttavia propongono di <strong>aggiungere via software</strong> – e con risultati alterni – <strong>l</strong><strong>a terza dimensione</strong> alle normali trasmissioni, cosa che potrebbe favorire molto l’acquisto di questi apparecchi – chi non vede l’ora di vedere il Presidente uscire dalla propria televisione?!</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7269" title="Mondiali 2010" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/Sony_Advertis-3d-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p><strong>Avatar</strong>, oltre ad aver agito da apripista per il cinema stereoscopico, sembra<strong> costituire un’ottima testa di ponte verso l’home video in 3D</strong>. Grazie alla grande capienza assicurata dal Blue-Ray – ricordo che per la tecnologia ad otturatore devono essere riprodotti due film alternati –, il film di Cameron promette di portate le meraviglie tridimensionali di Pandora nei salotti dei fortunati possessori degli schermi in questione.</p>
<p>Sul lato dei palinsesti televisivi, che hanno il compito di trasmettere, oltre ai film, <strong>eventi live in tre dimensioni</strong>, c’è un certo fermento per i <strong>Mondiali di Calcio 2010</strong> che – secondo gli analisti – porteranno nuovi acquirenti ad emittenti e costruttori.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7268" title="Videogiochi 3D" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/3D-300x241.jpg" alt="" width="210" height="169" />Infine – ultimi ma non meno importanti – ci sono i <strong>videogiochi</strong>, altro contenuto da non sottovalutare per invogliare all’acquisto i parsimoniosi utenti, qui è <strong>Sony </strong>a farla da padrone con la sua <strong>PlayStation 3</strong>, che promette di <strong>riprodurre i contenuti 3D</strong> tramite <strong>due </strong>semplici <strong>aggiornamenti </strong>software online.</p>
<p>Insomma i tempi sembrano proprio maturi, ma dovremmo aspettare ancora un po’ per affermare che il 2010 sarà l’anno del 3D. Intanto è notizia di oggi il lancio sul mercato da parte di <strong>Toshiba</strong> di un televisore 21’’ che permette di vedere contenuti tridimensionali <strong>senza l’uso degli</strong> storici <strong>occhialini</strong>, perché basato su una nuova<strong> tecnologia multi-parallasse</strong>, il contro? Un ristrettissimo angolo di visione di appena 15°.</p>
<p>Vedere i protagonisti dei nostri film preferiti uscire dallo schermo e recitare nel salotto di casa non sembra più una meta lontana, a quando il primo film olografico?!</p>
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		<title>TV 3D, la televisione in tre dimensioni sbarca nei nostri salotti &#8211; Parte I</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 20:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheSave</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benché il mercato dei contenuti fatichi a seguire quello delle tecnologie televisive – a tutt’oggi sono ancora pochi i canali trasmessi in HD, così come il numero lettori Blue-Ray presenti nelle case degli italiani – i produttori di TV, dopo aver inondato il mercato con televisori LCD/Plasma, stanno gradualmente convergendo verso la tecnologia basata sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benché il mercato dei contenuti fatichi a seguire quello delle tecnologie televisive – a tutt’oggi sono ancora <strong>pochi </strong>i <strong>canali </strong>trasmessi in <strong>HD</strong>, così come il numero lettori <strong>Blue-Ray</strong> presenti nelle case degli italiani – i produttori di TV, dopo aver <strong>inondato il mercato </strong>con televisori LCD/Plasma, stanno gradualmente convergendo verso la tecnologia basata sulla <strong>retroilluminazione LED</strong> – che permette la realizzazione di schermi sempre più sottili e ecologici.</p>
<p>Se il passaggio alla High Definition non è stato un motivo sufficiente per cambiare il vecchio catodico e passare alla nuova tecnologia, lo sarà<strong> l’aggiunta</strong> – promessa – <strong>di una dimensione</strong>? Chissà, intanto noi ne parliamo.</p>
<p><strong>Ze Zerd Dimenscion!</strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-7256" title="Cinema 3D" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/Cinema-3D.jpg" alt="" width="392" height="162" />Diciamocelo, la terza dimensione nel cinema <strong>non è certo un’invenzione recente</strong>, datata 1922, la prima proiezione “stereoscopica” &#8212; con tanto di occhialini &#8212; non riscosse molto successo, come del resto i seguenti esperimenti come “Il Mostro della Laguna Nera” del ’54 o “Lo Squalo III” del ’84.</p>
<p>Tutte produzioni che tentarono di far “sfondare” la terza dimensione, che comunque non riuscì mai a prendere piede, vuoi per la non spettacolare resa dei colori, vuoi per l’<strong>effetto fastidioso</strong> che le immagini potevano generare negli spettatori, il 3D è rimasta fino a poco tempo fa una tecnologia legata a visioni “una tantum” soprattutto impiegata in <strong>parchi divertimento e musei</strong>.</p>
<p><span id="more-7255"></span><br />
Solo recentemente, grazie alla diffusione – in Italia e nel mondo – di un numero considerevole di <strong>sale dotate di proiettori 3D</strong>, il mercato dei film in tre dimensioni si è aperto, consentendo ad Avatar – film-portabandiera di questa tecnologia, fortemente voluta da Cameron peraltro – di vincere il premio Oscar per gli effetti speciali, oltre ad ottenere varie altre nomination.</p>
<p>Sfruttando il grande successo ottenuto dal film di Cameron, i <strong>produttori di apparecchi televisivi</strong> devono aver pensato che questo sarebbe stato il momento propizio per somministrare al mercato i propri televisori dotati di tecnologia 3D.</p>
<p>Prima di parlare di qualità delle televisioni 3D e di valutare l’opportunità di <strong>spendere cifre a 3 zeri</strong> &#8212; precedute da un 2 o un 3 &#8212; per portarsene a casa un esemplare, è opportuno capire come funziona la tecnologia del cinema in tre dimensioni.<br />
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<strong>Quando la telecamera vede doppio</strong></p>
<p>Per dare l’illusione di <strong>vedere oggetti in tre dimensioni</strong> bisogna capire come i nostri occhi – o meglio, il nostro cervello – percepisce la profondità del mondo che ci circonda.</p>
<p>Se – come una telecamera – guardiamo oggetti posti a media distanza<strong> con un solo occhio</strong>, difficilmente riusciremo a distinguere a quanto distano da noi, <strong>non riusciamo a percepire la profondità</strong> e ci serviamo della prospettiva per orientarci – questo trucco è lo stesso che usano gli artisti da oltre 6 secoli per rendere la profondità all’interno dei loro quadri.</p>
<p>Aprendo l’occhio chiuso riusciamo ad aggiungere un’ulteriore dimensione alla nostra visione e possiamo dire con certezza quali oggetti sono più vicini e quali più lontani. Questo è possibile grazie alla <strong>visione stereoscopica</strong> di <strong>entrambi gli occhi</strong> che “riprendono” la stessa scena da punti leggermente differenti – approssimativamente ad una distanza di 6cm l’uno dall’altro – e la spediscono al nostro <strong>cervello</strong>, che ha il compito di “processare” tali immagini in un&#8217;unica <strong>visione tridimensionale</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Stereoscopia" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/04/stereoscopy-e1272485065295.jpg" alt="" width="600" height="292" /></p>
<p>Bello no? Capito questo meraviglioso meccanismo oculo-celebrale, ai vari Samsung e Sony non resta che copiare quanto già fatto da madre natura ed il gioco è fatto, semplice no?</p>
<p><strong>NI!</strong></p>
<p>Se sulla carta sembra un processo semplice e lineare, nella realtà <strong>riprendere </strong>e <strong>riprodurre </strong>scene in tre dimensioni <strong>non è semplicissimo</strong> ed il gap di quasi 100 anni dall’invenzione di questa tecnologia alla sua – timida – diffusione odierna ne è la prova.</p>
<p>Pur riprendendo le scene tramite telecamere poste a distanza simile a quella dei nostri occhi, si pongono una serie di <strong>problemi </strong>sia <strong>nella regolazione </strong>di queste telecamere – il nostro sguardo è poche volte parallelo, ma al contrario converge verso il punto che vogliamo mettere a fuoco –, sia <strong>nella riproduzione </strong>del registrato, che deve essere diversa per i due occhi – mentre lo schermo, del cinema o della televisione, è uno.</p>
<p><a href="http://www.atomodelmale.it/2010/04/28/tv-3d-la-televisione-in-tre-dimensioni-sbarca-nei-nostri-salotti-parte-ii/">Continua TV 3D, la televisione in tre dimensioni sbarca nei nostri salotti &#8211; Parte II &#8211;&gt;</a></p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/04/28/tv-3d-la-televisione-in-tre-dimensioni-sbarca-nei-nostri-salotti-parte-i/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		<title>Oscar, The Hurt locker batte Avatar 6 a 3.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Premio]]></category>
		<category><![CDATA[Sandra Bullock]]></category>

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		<description><![CDATA[6-3. 6-3, in questo caso, non è il risultato di un set di una partita di tennis bensì il verdetto della notte degli Oscar in merito alla sfida tra i suoi 2 principali protagonisti, The Hurt locker e Avatar. Trionfo per The Hurt Locker. La pellicola The Hurt Locker vince ben 6 statuette, tra cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>6-3.<a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Oscar.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6635" title="Oscar" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Oscar-225x300.jpg" alt="" width="170" height="220" /></a></strong></p>
<p>6-3, in questo caso, non è il risultato di un set di una partita di tennis bensì il verdetto della notte degli <strong>Oscar</strong> in merito alla sfida tra i suoi 2 principali protagonisti, The Hurt locker e Avatar.</p>
<p><strong>Trionfo per The Hurt Locker</strong>.</p>
<p>La pellicola <strong>The Hurt Locker</strong> vince ben <strong>6 </strong>statuette, tra cui quelle più prestigiose, ossia miglior film e regia. Ma si porta a casa anche quelle per il miglior montaggio, per il miglior montaggio e missaggio del suono e infine per la migliore sceneggiatura originale.</p>
<p>La pellicola indipendente e d&#8217;attualità con un basso budget batte quindi il kolossal di fantascienza milionario e il talento femminile prevale su quello maschile.<strong> Kathryn Bigelow</strong>, regista di <em>The Hurt Locker</em>, diventa così la prima donna, nella storia degli oscar a vincere nella categoria miglior regia e batte l&#8217;ex marito James Cameron.</p>
<p><strong>Delusione per Avatar</strong>.</p>
<p>Se <strong>Avatar</strong> ha trionfato nei botteghini di tutto il mondo e ha fatto registrare incassi milionari non è andata altrettanto bene la notte degli oscar.</p>
<p><span id="more-6939"></span><br />

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</p>
<p>Il Kolossal firmato <strong>James Cameron</strong> vince solo in alcune categorie tecniche (miglior scenografia, fotografia ed effetti speciali) e lascia a un&#8217;altra pellicola l&#8217;onore dei riflettori.</p>
<p><strong>Gli altri premi.</strong></p>
<p><a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/03/Sandra-Bullock.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6940" title="Sandra Bullock" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/03/Sandra-Bullock-193x300.jpg" alt="" width="130" height="200" /></a>Festeggiano, rispettivamente come miglior attrice e come miglior attore protagonista, <strong>Sandra Bullock </strong>per <em>The blind side</em> e <strong>Jeff Bridges</strong> per <em>Crazy heart</em>. In evidenza anche <strong>Up</strong>, miglior film d&#8217;animazione e migliore colonna sonora. 2 italo americani invece, Mauro Fiore per la fotografia di Avatar e Michael Giacchino per le musiche di Up, portano un pò d&#8217;Italia nella magica notte degli Oscar.</p>
<p>La miglior pellicola straniera è l&#8217;opera argentina <em>El secreto de sus ojos</em> di Juan Josè Campanella mentre <strong>Star Trek </strong>vince il premio come miglior trucco. Il miglior documentario è il film <em>The Cove</em> di Louie Psihoyos  mentre T<em>he young Victoria </em>si porta a casa la statuetta per i migliori costumi.</p>
<p><strong><span style="color: #990000;"> </span></strong></p>
<p><strong>I grandi Sconfitti.</strong></p>
<p>Grandi sconfitti di questa edizione degli oscar, oltre ad <em>Avatar</em>, volti noti del cinema come <strong><em>Meryl Streep</em> </strong>(in corsa per <em>Julie &amp; Julia</em>), Helen Mirren (candidata per <em>The Last Station</em>) e <strong>Morgan Freeeman</strong> (nominato per<em> Invictus</em>). Anche <strong>Quentin Tarantino</strong>, dopo aver ricevuto 7 nomination per i suoi <em>Bastardi senza Gloria</em>, si è dovuto accontentare di una sola statuetta con Cristoph Waltz, vincitore nella categoria miglior attore non protagonista.</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/03/08/oscar-the-hurt-locker-batte-avatar-6-a-3/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		<title>James Cameron&#8217;s Avatar: Il Gioco.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 12:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[Avatar]]></category>
		<category><![CDATA[James Cameron]]></category>

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		<description><![CDATA[Soldato scelto Ryder. Alcuni anni prima che Jake Sully metta &#8220;piede&#8221; sul pianeta Pandora il soldato scelto Ryder giunge sull&#8217;omonimo pianeta alieno popolato dai nativi Na’vi in virtù del suo particolare DNA compatibile con gli Avatar, creature ibride nate da un incrocio genetico tra uomini e Na’vi. Ryder, chiamato subito a rapporto, ha il compito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Soldato scelto Ryder</strong>.<a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Avatar-il-gioco2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6666" title="Avatar il gioco2" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Avatar-il-gioco2-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" /></a></p>
<p>Alcuni anni prima che Jake Sully metta &#8220;piede&#8221; sul pianeta Pandora il soldato scelto <strong>Ryder</strong> giunge sull&#8217;omonimo pianeta alieno popolato dai nativi Na’vi in virtù del suo particolare DNA compatibile con gli <strong>Avatar</strong>, creature ibride nate da un incrocio genetico tra uomini e Na’vi.</p>
<p>Ryder, chiamato subito a rapporto, ha il compito di scoprire un pericoloso <strong>traditore</strong> che si nasconde tra gli umani e aiuta la popolazione locale, trasmettendogli preziose informazioni.</p>
<p><strong>Buoni o cattivi?</strong></p>
<p>Una volta individuato il traditore il giocatore, nei panni di Ryder, si troverà di fronte alla prima svolta importante del videogioco ossia scegliere se restare tra gli umani o schierarsi con i Na’vi. Obbiettivo comune delle 2 fazioni rintracciare il <strong>pozzo delle anime dormienti</strong>: chi lo controlla infatti sarà in grado di uscire vittorioso dal conflitto.</p>
<p>Se distruggere o salvare il pozzo è una<strong> scelta</strong> che spetta al giocatore, quest&#8217;ultima comunque non darà vita 2 campagne distinte ma ad una sola, da rigiocare fin dall&#8217;inizio nel caso in cui si vogliano provare entrambi le esperienze.</p>
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</p>
<p><strong>Esplorando Pandora</strong>.</p>
<p>Uomo o Na’vi che sia il giocatore sarà così chiamato ad esplorare il pianeta <strong>Pandora</strong> alla ricerca del pozzo, esplorando diversi luoghi densi di pericoli. Ryder dovrà vedersela con una popolazione, una flora e una fauna ostile, l&#8217;avatar con la superiorità tecnologica degli umani. Il primo armato di potenti armi da fuoco, il secondo di archi, spade e frecce (ma con una maggiore potenza fisica).</p>
<p><a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Avatar-il-gioco.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6667" title="Avatar il gioco" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Avatar-il-gioco-300x144.jpg" alt="" width="395" height="190" /></a></p>
<p>L&#8217;esplorazione del Pianeta si rivela uno degli elementi più suggestivi e spettacolari dell&#8217;intero videogioco, con diverse <strong>mappe</strong> tutte esplorabili completamente, e offre la visione di affascinanti paesaggi,da fitte giungle a montagne sospese.</p>
<p><strong>Abilità e mezzi</strong>.</p>
<p>Ogni mappa richiederà il completamento di numerose <strong>missioni</strong>, quella principale e quelle secondarie, per poter progredire nella storia. Si potrà girovagare per esse a piedi, tramite teletrasporto o speciali veicoli/animali (rispettivamente se siamo l&#8217;umano o l&#8217;avatar) terrestri e aerei.</p>
<p><a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Avatar-il-gioco3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6668" title="Avatar il gioco3" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Avatar-il-gioco3-209x300.jpg" alt="" width="189" height="272" /></a>Il personaggio scelto potrà inoltre accumulare esperienza e migliorare, potendo così disporre di corazze più robuste, armi più potenti e maggiori <strong>abilità</strong>. Queste ultime potranno essere sfruttate nei<strong> combattimenti</strong>, permettendo così una loro maggiore dinamicità e diversità.</p>
<p><strong>Pandorapedia</strong>.</p>
<p>Esplorando Pandora si potrà inoltre analizzare la sua <strong>fauna</strong> o flora, grazie ad uno speciale scanner. Il videogioco dispone di una propria <strong>enciclopedia</strong>, chiamata appunto Pandorapedia, in grado di fornire curiose e divertenti informazioni sul pianeta alieno.</p>
<p>Ottimo strumento per chi, visto o meno il film, vuole approfondire la propria conoscenza del pianeta pandora.</p>
<p><strong>Risiko!</strong></p>
<p>Infine un piccolo accenno ad un piccolo <strong>gioco secondario,</strong> chiamato Conquista, di <em>James Cameron&#8217;s Avatar: Il Gioco</em>.</p>
<p>Visualizzata una rappresentazione tridimensionale del pianeta, suddivisa in molteplici territori rossi o blu (rosso territori in mano agli Umani, blu in mano ai Na’vi), sarà compito del giocatore conquistarla <strong>territorio</strong> per territorio, strappandola al nemico, turno dopo turno, proprio come nel famoso gioco da tavolo. Con grande attenzione ad un saggio e bilanciato uso delle risorse a propria disposizione.</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/02/12/james-camerons-avatar-il-gioco/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		<title>Nomination Oscar 2010. Avatar si prepara per il trionfo?</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 21:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Avatar]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Premio]]></category>

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		<description><![CDATA[Incassi da record in tutto il mondo. Ma Avatar, il nuovo kolossal firmato James Cameron, non potrà battere il suo illustre predecessore Titanic la notte degli Oscar, il prossimo 7 marzo. Potrà infatti portarsi a casa al massimo un &#8220;magro&#8221; bottino di 9 statuette contro le 11 vinte dalla rappresentazione cinematografica di una delle più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Oscar.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6635" title="Oscar" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Oscar-225x300.jpg" alt="" width="188" height="250" /></a>Incassi da record in tutto il mondo. Ma <strong>Avatar,</strong> il nuovo  kolossal firmato James Cameron, non potrà battere il suo illustre  predecessore Titanic la notte degli Oscar, il prossimo 7 marzo. Potrà  infatti portarsi a casa al massimo un &#8220;magro&#8221; bottino di 9 statuette  contro le 11 vinte dalla rappresentazione cinematografica di una delle  più grande tragedie navali della storia.</p>
<p>Avatar non solo concorrerà come miglior <strong>film</strong> ma anche come  miglior regia, scenografia, fotografia, montaggio, effetti speciali e  sonori, colonna sonora ed infine montaggio del suono.</p>
<p><strong>The Hurt Locker,</strong> pellicola su una compagnia di artificieri  dell&#8217;esercito americano alle prese con i pericolosi ordigni dell&#8217;Iraq, sarà per  Avatar l&#8217;avversario principale da battere la magica notte degli Oscar,  avendo anch&#8217;essa ricevuto ben 9 nomination (tra cui miglior film).  Curiosamente Kathryn Bigelow, regista di The Hurt Locker , è stata  sposata dal 1989 al 1991 proprio con James Cameron. Il 7 marzo sarà così  per certi versi una sfida &#8220;in famiglia&#8221;.</p>
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</p>
<p>Grande novità dell&#8217;82°edizione degli Academy Awards è candidatura di  ben 10 pellicole (contro le 5 precedenti) al premio come miglior film.  Cosa che assicura maggiore competizione e spettacolo ma forse anche  minor qualità. Oltre ai già citati <em>Avatar </em>e <em>The Hurt Locker</em> concorreranno <em><strong>District  9</strong></em>, <strong><em>Up,</em></strong> <strong><em>An Education</em></strong> (in uscita da noi lo scorso 5 gennaio), <em><strong>Bastardi  senza  gloria</strong></em>, <em><strong>Precious</strong></em><strong>, <em>A Serious Man</em></strong>,<strong> <em>Tra le nuvole</em> </strong>e <strong><em>The Blind Side</em> </strong>(prossimamente al cinema).</p>
<p>Tra i &#8220;maschietti&#8221; candidati all&#8217;Oscar come miglior attore  protagonista figurano George Clooney per <strong><em>Tra le nuvole</em></strong>; Jeff  Bridges per <strong>Crazy Heart</strong>, Jeremy Renner per <em><strong>The Hurt Locker</strong></em>,  Colin Firth per <strong><em>A Single Man</em></strong> e infine Morgan Freeman per <strong><em>Invictus</em></strong>.</p>
<p>Tra le &#8220;femminucce&#8221; candidate all&#8217;Oscar come miglior attrice protagonista compaiono Sandra Bullock per la sua recitazione in <strong><em>The Blind Site</em></strong>, Carey Mulligan per <strong><em>An Education</em></strong>, Gabourey Sidibe per <strong><em>Precious</em></strong> e poi 2 veterane come Meryl Streep (giunta alla sedicesima nomination della sua carriera) per<strong><em> Julie &amp; Julia</em></strong> e Helen Mirren per<strong><em> The Last Station</em></strong>.</p>
<p><em>Up</em>, oltre a concorrere come come miglior film (mai una pellicola di tal genere aveva ambito a un tale riconoscimento nella storia degli Academy awards), si contenderà il premio come miglior film d&#8217;animazione con <em>La principessa e il ranocchio</em>, <em>Coraline</em> e<em> The secret of Kells</em>. In evidenza anche <em>Tra le nuvole</em> che piazza 2 sue interpreti, Vera Farmiga e Anna Kendrick, tra le candidate al premio come miglior attrice non protagonista.</p>
<p>Tra i film stranieri, sfumata la candidatura dell&#8217;italiano <em>Baaria</em>, a contendersi la preziosa statuetta saranno un film israeliano (<em>Ajami</em>), uno argentino (<em>El Secreto de Sus Ojos</em>), uno francese (<em>Il profeta</em>), uno tedesco (<em>Il Nastro bianco</em>) e uno peruviano (<em>Il canto di Paloma</em>). Il nostro paese comunque non sarà del tutto assente agli<strong> Oscar</strong>, difatti conta ben 3 nomination. Nominati tra gli altri per il miglior Trucco Aldo Signoretti e Vittorio Sodano per <em>Il Divo</em>, per la miglior fotografia Mauro Fiore per <em>Avatar</em> e per la miglior sceneggiatura originale Alessero Camon, uno dei due sceneggiatori di <em>The Messenger</em>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>AVATAR, al di là della terza dimensione</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 11:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheSave</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Azione]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Avatar]]></category>
		<category><![CDATA[James Cameron]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Worthington]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;avatar è un&#8217;immagine scelta per rappresentare la propria utenza in comunità virtuali […] La parola, […] nel gergo di internet si intende che una persona reale che scelga di mostrarsi agli altri, lo faccia attraverso una propria rappresentazione, un&#8217;incarnazione: un avatar appunto. “Tutto è passato adesso, fuori c&#8217;è il mondo reale e questo è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: left;"><img class="size-medium wp-image-6496 alignright" title="Avatar" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Avatar4-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" />L&#8217;avatar è un&#8217;immagine scelta per rappresentare la propria utenza in comunità virtuali […]</p>
<p style="text-align: left;">La parola, […] nel gergo di internet si intende che una persona reale che scelga di mostrarsi agli altri, lo faccia attraverso una propria rappresentazione, un&#8217;incarnazione: un avatar appunto.</p>
</blockquote>
<p><strong> “Tutto è passato adesso, fuori c&#8217;è il mondo reale e questo è il sogno”</strong></p>
<p>Chi siamo noi?<br />
Quello che gli altri vedono di noi?<br />
Quello che noi pensiamo di essere?<br />
Sono domande vecchie come il mondo – o almeno quanto l’uomo – che ancora oggi danno da pensare, così come nel <strong>1995 </strong>portarono l’allora quarantenne <strong>James Cameron</strong> a scrivere una sceneggiatura di un’ottantina di pagine con dentro la storia di Jake Sully, di Pandora e dei Na’vi.<br />
<span id="more-6481"></span></p>
<p>Intanto il vecchio millennio era agli sgoccioli, le PlayStation e Windows 95 andavano alla grande e Cameron &#8212; era il &#8217;97 &#8212; vinceva col suo <strong>Titanic </strong>– il film più redditizio della storia – una cosa come 11 Oscar.</p>
<p>Dopo l’erculea fatica di portare sul grande schermo la tragedia delle 1523 vittime del naufragio più famoso della storia, l’inventivo James si ritirò dal grande schermo, dedicando anima e corpo alla <strong>creazione delle tecnologie</strong> che avrebbero dato alla luce al suo nuovo capolavoro: <strong>Avatar</strong>.</p>
<p>
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</p>
<p><strong>“Tu sei come un bambino, fa rumore e non combina nulla”</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6495" title="Avatar" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Avatar3-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" />2154, l’ex-marine paraplegico <strong>Jake Sully</strong> – lo stesso <strong>Sam Worthington</strong> di Terminator Salvation e del venturo Clash of Titans – viene chiamato a prendere il posto del fratello gemello Tom, ricercatore sul lontano pianeta di <strong>Pandora</strong>.</p>
<p>Lontano 44 anni luce dalla Terra, Pandora è un Eden di piante ed animali di ogni genere, ma la principale attività dell’uomo non è l’esplorazione, ma lo <strong>sfruttamento </strong>del pianeta, tramite l’estrazione del costosissimo <strong>Unobtanium</strong>, un superconduttore fondamentale per la tecnologia terrestre, ma introvabile sulla Terra.</p>
<p>Jake, pur non comprendendo appieno il proprio compito, si trova suo malgrado ad essere <strong>un ingranaggio dello spietato piano dell’RDA</strong> per lo sfruttamento di Pandora.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-6493" title="Avatar" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/02/Avatar1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" />Abitata da <strong>pacifici nativi bluastri alti oltre 3 metri</strong> – i<strong> Na’vi</strong> –, Pandora presenta un’atmosfera tutt’altro che respirabile per l’uomo. Per questo motivo l’RDA da anni tenta di ottenere la <strong>collaborazione dei nativi local</strong>i tramite il progetto Avatar: grazie ad un incrocio genetico tra uomo e Na’vi ed a una tecnologia di connessione psichica, sono stati creati degli avatar utilizzabili dagli uomini per esplorare il pianeta ed interagire con i nativi.</p>
<p>Mutans mutandis – come amava dire la prof. di latino – Jake si trova ad affrontare – assieme agli spettatori – un mondo completamente nuovo, in cui <strong>l’alieno diventa umano e l’umano alieno</strong>, dove capire chi si è, piuttosto che chi si vuole essere è importante e dove<strong> ritrovare sé stessi vorrà dire perdersi</strong>.</p>
<p><strong>A V A T A R</strong></p>
<p>Che dire di un film che – a detta di molti, tra i quali faccio finta di annoverarmi anch’io – <strong>lascerà il segno </strong>e <strong>sarà metro di paragone</strong> per tutti i film dell’immediato futuro?</p>
<p>Si perché, oltre alla storia di Jake, dei Na’vi e di Pandora, <strong>Avatar è il primo colossal ad essere girato espressamente in 3D</strong> e tramite una tecnologia completamente nuova – chiamata <strong>Reality Camera System</strong> – che permette di catturare digitalmente la reale interpretazione degli attori che danno anima – e in questo caso anche corpo – ai personaggi digitali del grande schermo.</p>
<p>[swfobj src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/01/Avatar.swf" height="400" width="174" align="right"]Del resto Cameron ci ha abituato all&#8217;epicità dei propri film, in cui la<strong> tecnologia è solo il mezzo</strong>, ma <strong>l’importante è sempre l’emozione</strong>, il messaggio che questa può veicolare – più o meno direttamente.</p>
<p>Certo, nulla di nuovo sotto il sole: a quanti la storia di Jake ha fatto venire in mente la sempreverde Pocahontas? Chi non ha gridato al “dejà-vu” all’assalto dei Na’vi armati di arco e frecce contro la corazzata flotta umana? Ed il collegamento “alla Matrix” dove lo mettiamo?</p>
<p>Potrei andare avanti per altri 2000 caratteri elencando le somiglianze di Avatar con altri film del genere, ma <strong>la pellicola non è solo questo</strong>, questa è la superficie, il primo e più frivolo degli strati.</p>
<p>Il film è molto di più di un’accozzaglia di citazioni, cliché e scopiazzature, anzi,<strong> utilizzando quegli stereotipi</strong> della fantascienza “classica”, Cameron porta sullo schermo in 162 minuti <strong>il vecchio ed il nuovo mondo</strong>, la <strong>tecnologia distruttrice e quella creatrice</strong>, la<strong> sfruttamento e la simbiosi</strong>, uno scontro tra specie diverse che in realtà sono uguali, differenti sul piano fisico ma <strong>affini su quello spirituale</strong>.</p>
<p>In un mondo dove nulla è quello che sembra e <strong>non si ha</strong> – o non si vuole avere – <strong>il tempo di osservarlo da altri punti di vista</strong>, è bene che esistano registi come Cameron e film come Avatar che, in maniera <strong>tanto impercettibile da sembrare subliminale</strong>, riescono ad instillare quel vuoto di risposte, che fanno nascere <strong>le giuste domande</strong> nel pubblico.</p>
<p><strong>Chapeau, monsieur Cameron!</strong></p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/01/21/avatar-al-di-la-della-terza-dimensione/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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