Cresce e si allarga in lo scandalo sugli abusi sessuali compiuti su minorenni nelle scuole religiose tedesche. Nuove rivelazioni coinvolgono anche il fratello di Papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger. Secondo quanto affermato dall’attuale direttore del celebre coro di voci bianche della città di Ratisbona tra il 1958 e il 1973 alcuni coristi subirono delle violenze.

Georg Ratzinger diresse il coro dal 1964 al 1994 ma quest’ultimo comunque ha negato di essere a conoscenza di casi di abusi sessuali. Verificatesi, secondo l’attuale vescovo di Ratisbona, nel 1958.

Il quadro comunque che emerge, da quando molti ex allievi del ginnasio cattolico Canisius di Berlino hanno rivelato gli abusi sessuali subiti, appare sconsolante : i casi sarebbero più di un centinaio e coinvolgerebbero molte scuole religiose. Con tanto di stupri segreti nei sotterranei o sessioni di masturbazione.

Continua a leggere »

Tag:  

Crimen Sollicitationis

19 maggio 2007, in Atomo del Male, Giovani, Italia, Società, USA, di TheSave

Crimen sollicitationis (in latino “crimine di adescamento“) è un documento emesso dal del Vaticano nel 1962, che fornisce istruzioni ai vescovi cattolici su come trattare i casi nei quali i preti erano accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti. Non solo, tramite esso si danno istruzioni su come porsi innanzi a casi di “crimini peggiori”, nei quali un prete è sessualmente coinvolto con un animale, bambino o uomo.

Tale documento è stato redatto dal Cardinale e approvato da papa Giovanni XXIII. Il documento invoca segretezza sia per i casi trattati che per il documento stesso.

Esso impone segretezza persino sulle vittime degli abusi sessuali.
Sono imposte misure estreme per la violazione della segretezza, comprese la scomunica, la quale può essere inflitta e tolta solo dal papa in persona.

Alcuni vescovi, come conseguenza, sostengono di non averne mai conosciuto l’esistenza.

prete Crimen SollicitationisLa prima volta che Crimen sollicitationis apparve sotto i riflettori fu nel 2001 in quanto ne fu fatta menzione in una lettera scritta dall’allora Cardinale Ratzinger ai vescovi del mondo, riguardante nuove procedure atte a fronteggiare le accuse sugli abusi sessuali minorili da parte di preti cattolici.

I legali coinvolti nei casi contro la Chiesa (numerosi negli Stati Uniti) hanno sostenuto che il documento è prova di ostruzione alla giustizia.

Come risposta, i difensori della condotta della Chiesa hanno sostenuto che la pratica della segretezza riguardava solo le leggi canoniche (la cui conseguenza estrema alla violazione era la scomunica) e che ciò non impediva ad un vescovo di riferire alle autorità civili su casi di pedofilia interna.

Essi hanno inoltre sostenuto che, siccome il documento imponeva segretezza, sarebbe stato improbabile poter influenzare le azioni dei funzionari della Chiesa, tranne quelle di cui si era a conoscenza.Merita menzione il fatto che, mentre il paragrafo 1 del documento sembra limitare la sua applicazione ai casi di “tentazione” di un penitente da parte di un prete:

Continua a leggere »