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	<title>Atomo del Male &#187; Legge</title>
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		<title>Bestemmie su Facebook, quando si può essere multati</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 21:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheSave</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legge]]></category>

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		<description><![CDATA[Naturale proseguimento del cliccatissimo Facebook. Quando si può essere accusati di diffamazione?, vediamo quando si può ravvisare l&#8217;illecito per bestemmia sul Social Network. Chi di bestemmia ferisce&#8230; Legalmente parlando la prima codifica dell&#8217;illecito per &#8220;blasfemia&#8221; o &#8220;bestemmia&#8221; venne codificato all&#8217;interno del codice penale come un reato sul &#8220;costume&#8221;. In seguito tale reato subì la &#8212; giusta &#8212; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Naturale proseguimento del cliccatissimo <a href="http://www.atomodelmale.it/2009/05/16/facebook-quando-si-puo-essere-accusati-di-diffamazione/">Facebook. Quando si può essere accusati di diffamazione?</a>, vediamo quando si può ravvisare l&#8217;illecito per bestemmia sul Social Network.</p>
<p><strong>Chi di bestemmia ferisce&#8230;</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10034" title="bestemmia" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2011/07/ballon_parolaccia.gif" alt="" width="130" height="122" />Legalmente parlando la prima codifica dell&#8217;illecito per &#8220;blasfemia&#8221; o &#8220;bestemmia&#8221; venne codificato all&#8217;interno del <strong>codice penale</strong> come un <strong>reato sul &#8220;costume&#8221;</strong>. In seguito tale reato subì la &#8212; giusta &#8212; <strong>depenalizzazione</strong>, che lo portò ad essere un<strong> illecito amministrativo</strong> secondo <strong>l&#8217;articolo 724 </strong>(rubricato &#8220;<strong>Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti</strong>&#8220;):</p>
<blockquote><p><em>Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa da<strong> euro 51 a euro 309</strong> [...] La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti.</em></p></blockquote>
<p>Definizione legale a parte &#8212; un discorso sulla definizione di bestemmia e turpiloquio ai giorni nostri corrisponde ad aprire un vaso di pandora senza fondo &#8212; in un comunicato stampa, indirizzato al centro abusi di Facebook, la redazione di <a href="http://http://www.pontifex.roma.it">pontifex.roma </a> ha fatto presente che vi sono<strong> numerosi gruppi e pagine che non rispettano la legge ed anzi incitano all&#8217;odio religioso</strong>.</p>
<p>Secondo la denuncia sottoposta dal sito cattolico sarebbe doveroso, ai sensi dell&#8217;articolo citato poche righe sopra, <strong>sanzionare tutti i soggetti colti a bestemmiare pubblicamente</strong>, cosi come nella vita reale quanto in quella virtuale di Facebook.</p>
<p>Del resto lo stesso regolamento di Facebook parla chiaro: <strong>è vietato insultare e usare linguaggi offensivi</strong>, nel mirino della richiesta cascano così alcuni gruppi come la “<strong>Confraternita dei frati bestemmianti</strong>”, il “<strong>Club della bestemmia</strong>” e “<strong>Radio bestemmia</strong>”.</p>
<p>Se da una parte pontifex.roma ed i cattolici vogliono salvare i cavoli del Signore, dall&#8217;altra parte della barricata si trovano <strong>atei e laici</strong> della rete che, badando alle capre del &#8220;popolo&#8221;, <strong>sollevando polemiche riguardanti la privazione della libertà di parola e pensiero</strong>.<br />
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Questioni morali a parte, come già detto in precedenza, <strong>diventa veramente difficile capire quando </strong>e come un&#8217;offesa come la bestemmia può rientrare nell&#8217;ordinamento giuridico e<strong> costituire &#8220;seriamente&#8221; un illecito </strong>con conseguente ammenda, soprattutto data la discrezionalità della definizione di divinità e offesa che un ipotetico giudice sarebbe portato a considerare.</p>
<p>Confidando che ci siano tematiche di gran lunga più importanti per l&#8217;ordinamento italiano, rimaniamo in attesa di sviluppi sulla vicenda che vede coinvolto il noto Social Network.</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2011/07/31/bestemmie-su-facebook-quando-si-puo-essere-multati/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Referendum 12 e 13 Giugno 2011 su Acqua, Nucleare, Legittimo Impedimento.</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 12:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Radio Rebelde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Legittimo impedimento]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 e 13 Giugno 2011 il popolo italiano sarà chiamato alle urne per un&#8217;importante consultazione referendaria. Dovremo decidere l’abrogazione totale o parziale di norme riguardanti la privatizzazione dell’acqua, la produzione di energia nucleare e l’eliminazione del legittimo impedimento. I quesiti saranno 4: 1° e 2° Quesito: Privatizzazione dell’acqua Abrogazione rispettivamente dell’ art. 23-bis (Servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9406" title="referendum 2011" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2011/04/referendum-2011.jpg" alt="" width="300" height="220" />Il <strong>12</strong> e <strong>13 Giugno</strong> 2011 il popolo italiano sarà chiamato alle urne per un&#8217;importante consultazione referendaria. Dovremo decidere l’abrogazione  totale o parziale di norme riguardanti la privatizzazione dell’acqua, la produzione di energia nucleare e l’eliminazione del legittimo impedimento.</p>
<p>I quesiti saranno 4:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>1° e 2° Quesito</strong></span>:<span style="color: #ff0000;"> </span><em><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #ff0000;">Privatizzazione dell’acqua</span> </strong> </span></em></p>
<p><em>Abrogazione rispettivamente dell’ art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 e del comma 1 dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006.</em></p>
<p><strong>Se vince il Si</strong>: la norma viene abrogata e tutto resterebbe così com&#8217;è.</p>
<p><strong>Se vince il NO</strong>: si corre il rischio di vedere “privatizzata” la gestione di un bene primario, che è l&#8217;acqua, con tutti i rischi che ciò comporta in termini di costi e qualità del servizio idrico.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>3° Quesito</strong></span>: <em><strong><span style="color: #ff0000;">Produzione di energia nucleare</span></strong></em><br />
<em>Abrogazione in parte del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.</em></p>
<p><strong>Se vince il Si</strong>: le centrali nucleari NON verranno costruite.<br />
<strong>Se vince il NO</strong>: il Governo ha il via libera nella costruizione di centrali nucleari.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>4° Quesito</strong></span>: <em><strong><span style="color: #ff0000;">Eliminazione del legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri</span></strong></em><br />
<em>Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.</em></p>
<p><strong>Se vince il SI</strong>: la legge viene abrogata e il diritto attualmente esercitabile di NON comparire in un&#8217;udienza penale decade.<br />
<strong>Se vince il NO</strong>: la legge rimane quale e tale.</p>
<p><div style="width:550px; margin-left: auto; margin-right: auto; overflow:auto;">
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<p>In sintesi bisognerà votare SI per dire NO AL NUCLEARE, NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO e viceversa.</p>
<p>Ognuno avrà le sue idee e potrà essere più o meno d’accordo con queste leggi ma è importante andare a votare, infatti se non viene raggiunto il <span style="text-decoration: underline;"><strong>quorum del 50% + 1</strong></span> degli aventi diritto al voto, il referendum abrogativo non sarà valido. In questo modo decade la volontà popolare e le leggi proseguirenno per il loro iter consueto.</p>
<p>Quindi sia che si voti SI sia che si voti No l’importante è andare a votare. Per colpa dei nostri governanti abbiamo l’impressione che la politica non ci riguardi, che sia solo dei magna-magna. Purtroppo oggi è così ma il 12 e il 13 Giugno tutto dipende da noi, diamo un segnale forte a questi finti rappresentanti che non ci rappresentano per niente.</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2011/04/09/referendum-2011-su-acqua-nucleare-legittimo-impedimento/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Legittimo impedimento, per Berlusconi una vittoria a metà.</title>
		<link>http://www.atomodelmale.it/2011/01/16/legittimo-impedimento-per-berlusconi-una-vittoria-a-meta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=legittimo-impedimento-per-berlusconi-una-vittoria-a-meta</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 07:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Processo]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Costituzionale si,  costituzionale no. Alla fine la Corte Costituzionale, l&#8217;organo chiamato nel nostro ordinamento  a verificare l&#8217;osservava delle leggi e delle norme in esse contenute alla Costituzione e alle altre leggi costituzionali, ha raggiunto un compromesso. Il legittimo impedimento è si costituzionale, ma solo in parte. Se infatti la Corte lascia in piedi una legge che permette al Presidente del Consiglio la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2008/12/berlusconi.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3356" title="berlusconi" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2008/12/berlusconi-202x300.png" alt="" width="200" height="290" /></a>Costituzionale si,  costituzionale no.</p>
<p>Alla fine la <strong>Corte Costituzionale</strong>, l&#8217;organo chiamato nel nostro ordinamento  a verificare l&#8217;osservava delle leggi e delle norme in esse contenute alla Costituzione e alle altre leggi costituzionali, ha raggiunto un compromesso.</p>
<p>Il <a href="http://www.atomodelmale.it/2010/02/03/legittimo-impedimento-legittima-diseguaglianza-ecco-la-nuova-legge-per-salvare-silvio-berlusconi/" target="_blank"><strong>legittimo impedimento</strong></a> è si costituzionale, ma solo in parte.</p>
<p>Se infatti la Corte lascia in piedi una legge che permette al Presidente del Consiglio la possibilità di opporre legittimamente le attività istituzionali a chi lo vorrebbe presente in tribunale, la stessa ha soppresso la speciale procedura che era stata inventata per il Cavaliere e che toglieva al Giudice ogni parola.</p>
<p>Viene bocciata infatti la possibilità per la presidenza del Consiglio dei Ministri di auto &#8211; certificare l&#8217;esistenza di impegni istituzionali tali da impedire la presenza del <strong>Premier</strong> in aula. L&#8217;attestato con una validità di 6 mesi(ma prorogabile per 3 volte) costringeva  il Giudice a rinviare il processo, senza alcuna possibilità di opporsi ad un simile rinvio.</p>
<p>Oggi invece non è più così.<span id="more-8777"></span></p>
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</p>
<p>Spetta ora al Tribunale, come per qualsiasi normale cittadino, valutare, in concreto, l&#8217;esistenza o meno di un legittimo impedimento a comparire in udienza. Resta salvo invece il largo campo degli<strong> impedimenti</strong> istituzionali che il Premier potrà addurre come motivazione alla sua mancanza, dagli appuntamenti internazionali ai Consigli dei Ministri, dalle Conferenze Stato &#8211; Regioni a tutte le attività preparatorie, coessenziali e conseguenziali.</p>
<p>La legge comunque resterà in vigore almeno per un altro mese, cioè fino quando la sentenza non verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Dopodiché <strong>Silvio Berlusconi</strong> tornerà ad essere, almeno per una volta, un comune cittadino.</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2011/01/16/legittimo-impedimento-per-berlusconi-una-vittoria-a-meta/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sintesi della Riforma Gelmini.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 20:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Radio Rebelde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma]]></category>
		<category><![CDATA[Assegni di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Contratti tenure]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Senato ha approvato definitivamente la riforma dell&#8217;Università. Il via libera al disegno di legge è giunto al termine di un iter lungo e tormentato, con 161 sì, 98 no e 6 astenuti. È salito a 29 articoli il ddl Gelmini, che cambia radicalmente l&#8217;università in Italia. Anche se ci vorranno 42 decreti attuativi, tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8618" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/12/GELMINI.jpg" alt="" width="240" height="184" />Il Senato ha approvato definitivamente la <strong>riforma dell&#8217;Università</strong>. Il via libera al disegno di legge è giunto al termine di un iter lungo e tormentato, con 161 sì, 98 no e 6 astenuti.</p>
<p>È salito a 29 articoli il <strong>ddl Gelmini</strong>, che cambia radicalmente l&#8217;università in Italia. Anche se ci vorranno 42 decreti attuativi, tra decreti legislativi, deleghe e atti ministeriali.</p>
<p>Ecco le novità più importanti:</p>
<p>-	<strong>Contratti tenure track</strong><br />
I contratti <em>«tenure track»</em>, posso essere di due tipi: contratti di durata triennale, prorogabili per due anni per una sola volta, e contratti triennali non rinnovabili riservati ai candidati che abbiano usufruito già dei contratti del primo tipo, o abbiano usufruito di assegni di ricerca per tre anni (anche non consecutivi) o di borse post-dottorato, oppure di contratti o borse presso atenei stranieri.</p>
<p>-	<strong>Contratti con professionisti esterni</strong><br />
Si riconosce poi alle università la facoltà di stipulare, gratis o a titolo oneroso, contratti con professionisti esterni (anche pensionati o lavoratori autonomi, ma con un reddito annuo non inferiore a 40mila euro lordi).<span id="more-8616"></span></p>
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</p>
<p>-	<strong>Norme Anti-Parentopoli</strong><br />
Sì anche alle norme anti-parentopoli: non potranno partecipare ai procedimenti per la chiamata a professore di ruolo e associato coloro che hanno un grado di parentela o di affinità &#8211; fino al quarto grado compreso &#8211; con un professore dell&#8217;ateneo, con il rettore, direttore generale o un componente del cda. Il divieto si applica anche agli assegni di ricerca e ai contratti a qualsiasi titolo erogati dall&#8217;ateneo</p>
<p>-	<strong>Assegni di ricerca</strong><br />
Gli assegni di ricerca potranno essere firmati solo da atenei, enti pubblici di recerca e sperimentazione, l&#8217;Enea, l&#8217;Agenzia spaziale italiana, oltre alle istituzioni il cui diploma di perfezionamento scientifico è stato riconosciuto equipollente al titolo di dottore di ricerca.</p>
<p>-	<strong>Età pensionabile</strong><br />
Scende, ma di poco, l&#8217;età pensionabile, con la soppressione del biennio Amato, che consentiva il fuori ruolo per due anni. Gli ordinari, andranno in pensione a 70 anni, gli associati a 68.</p>
<p>-	<strong>Abilitazione Scientifica Nazionale</strong><br />
Con l&#8217;entrata in vigore della legge, arriverà poi l&#8217;abilitazione scientifica nazionale per l&#8217;accesso alla cattedra, il fondo per valorizzare il merito dei degli studenti (se si riusciranno a trovare le risorse), la possibilità di aggregarsi tra atenei per migliorare l&#8217;offerta formativa, anche a livello interregionale. Professori e ricercatori, anche a tempo determinato, devono entrare in aula e tenere lezioni o seminari. L&#8217;impegno viene misurato in 1.500 ore annue, di cui, almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti, se rientrano nel regime di tempo pieno. Si scende a 250 ore per quello di tempo definito.</p>
<p>-	<strong>Nuova Governance</strong><br />
Disco verde alla &#8220;nuova&#8221; figura del direttore generale e a una netta distinzione tra Cda, consiglio di amministrazione, e senato accademico, che avrà &#8220;poteri&#8221; limitati alla sola didattica e ricerca. Attenzione anche alle spese: se fuori controllo, l&#8217;università verrà commissariata e la cinghia subirà una bella stretta.</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/12/28/sintesi-della-riforma-gelmini/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tua moglie ti ha tradito? Se la perdoni, poi ti tocca mantenerla.</title>
		<link>http://www.atomodelmale.it/2010/12/19/tua-moglie-ti-ha-tradito-se-la-perdoni-poi-ti-tocca-mantenerla/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tua-moglie-ti-ha-tradito-se-la-perdoni-poi-ti-tocca-mantenerla</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 12:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Radio Rebelde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Assegno]]></category>
		<category><![CDATA[Mantenimento]]></category>
		<category><![CDATA[Moglie]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[«Porgi l&#8217;altra guancia», così diceva Gesù. Sicuramente perdonare è un nobile gesto che ti aprirà la porta dei cieli ma attenzione che può aprirti anche le tasche del portafoglio. Ne sa qualcosa Giuseppe, protagonista della sentenza 25560 della Corte di Cassazione. Era il 1994 quando la moglie Antonella, una signora di Lecce, l’aveva abbandonato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8550" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/12/cornuto-278x300.jpg" alt="" width="278" height="300" /><em>«Porgi l&#8217;altra guancia»</em>, così diceva Gesù.<br />
Sicuramente perdonare è un nobile gesto che ti aprirà la porta dei cieli ma attenzione che può aprirti anche le tasche del portafoglio.</p>
<p>Ne sa qualcosa <strong>Giuseppe</strong>, protagonista della <span style="text-decoration: underline;">sentenza 25560 della Corte di Cassazione.</span></p>
<p>Era il <strong>1994</strong> quando la moglie <strong>Antonella</strong>, una signora di Lecce, l’aveva abbandonato per fuggire con un palestrato ventenne.</p>
<p>La passione era durata sei mesi, poi era finito tutto, Giuseppe la perdonò  e i due coniugi tornarono insieme, ma il loro rapporto era entrato ormai in crisi. Tant&#8217;è che nel <strong>2000</strong> decisero di divorziare.</p>
<p>A quel punto, Antonella aveva chiesto a Giuseppe un totale di 420 euro di alimenti mensili (200 per sé e 220 per la loro figlia) ma Giuseppe si rifiuta di pagare il sostentamento all’ex, visto che attribuiva la colpa di quel divorzio alla “scappatella” di Antonella.</p>
<p>La vicenda si è trascinata fino a qualche giorno fa, quando la <strong>Cassazione</strong> ha replicato a Giuseppe che non gli restava che pagare, visto <em>«che c&#8217;era stato il tentativo di riconciliazione che escluderebbe l&#8217;efficacia esclusiva dell&#8217;infedeltà»</em> nella rottura del matrimonio.<span id="more-8549"></span></p>
<p>
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</p>
<p>Il fatto è che «nonostante l&#8217;esperienza extraconiugale vissuta dalla moglie, aveva mandato avanti il matrimonio per altri sei anni».</p>
<p>La sentenza definitiva della Corte di Cassazione, ha dato quindi ragione alla donna poiché “c’era stato il tentativo di riconciliazione che escluderebbe l’efficacia esclusiva dell’infedeltà”, vale a dire che se Giuseppe ha perdonato e vissuto altri 6 anni con la moglie, è inutile ripescare storie vecchie per trarne vantaggio. Altrimenti, che senso avrebbe il perdono?</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Quindi, anche se non è molto divino, forse vale la pena pensarci bene prima di perdonare!</span></p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/12/19/tua-moglie-ti-ha-tradito-se-la-perdoni-poi-ti-tocca-mantenerla/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Decreto 2008/63/CE, multe agli utenti fai-da-te?</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 15:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheSave</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Much ado about nothing&#8221; o semplicemente &#8220;molto rumore per nulla&#8220;, ecco come potrebbe essere classificato il subbuglio generato dal decreto attuativo 2008/63/CE attualmente al vaglio del Ministero dello Sviluppo. Al lupo, al lupo! &#8220;ATTENTI RAGAZZI, COL DECRETO 2008/63/CE, SE VI SIETE INSTALLATI DA SOLI IL MODEM ADSL, VI BECCATE UNA MULTA DI 150.000€&#8221; Fermi un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;</em><em>Much ado about nothing</em>&#8221; o semplicemente &#8220;<em><strong>molto rumore per nulla</strong></em>&#8220;, ecco come potrebbe essere classificato il subbuglio generato dal decreto attuativo 2008/63/CE attualmente al vaglio del Ministero dello Sviluppo.</p>
<p><strong>Al lupo, al lupo!</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-8370" title="IT Technician With Server Cables" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/11/Computer_network_technician-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" />&#8220;ATTENTI RAGAZZI, COL DECRETO 2008/63/CE, SE VI SIETE INSTALLATI DA SOLI IL MODEM ADSL, VI BECCATE UNA MULTA DI 150.000€&#8221;</p>
<p>Fermi un passo, prima di correre ai ripari staccando cavi, router e chincaglierie varie, facciamo chiarezza sulla questione.</p>
<p>Innanzitutto mi scuso per il CAPS del sottotitolo, ma volevo parafrasare, nei toni e nelle parole, chi ha <strong>fomentato la disinformazione</strong> riguardo al decreto sopra citato: non date troppo adito a chi, urlando e semplificando le notizie, tende a creare<strong> falsi sensazionalismi</strong>, di solito lo fa per &#8220;fare notizia&#8221; più che &#8220;informazione&#8221;.</p>
<p>Ma torniamo al decreto: nelle ultime settimane c’è stato grande clamore intorno al decreto di attuazione della <strong>direttiva 2008/63/CE</strong> approvato lo scorso 22 Ottobre, accusandolo di obbligare gli utenti privati a richiedere l<strong>&#8216;intervento di tecnici specializzati </strong>per l’installazione delle proprie connessioni ad internet, pena il <strong>pagamento di salatissime sanzioni</strong>.</p>
<p>Come sempre, prima di lanciarsi in filippiche contro governo, stato, europa, mondo e perché no, universo, sarebbe opportuno <strong>andare alla fonte dell&#8217;informazione</strong> e leggere gli articoli salienti del decreto in oggetto.<span id="more-8365"></span><br />

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<br />
<strong><em>Attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni</em></strong></p>
<blockquote><p><em>ART. 1</em></p>
<p><em>(Definizioni)</em></p>
<p><em>1. Ai sensi del presente decreto si intendono per:</em></p>
<p><em>a) apparecchiature terminali:</em></p>
<p><em>1) le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica; un allacciamento è indiretto se l’apparecchiatura è interposta fra il terminale e l’interfaccia della rete pubblica; </em></p></blockquote>
<p>Nel primo articolo si definisce cosa sono le “<strong>apparecchiature terminali</strong>” sulle quali il decreto avrà merito, da quanto scritto tali apparecchiature sono <strong>tutte quelle allacciate ad una rete pubblica</strong>, definizione oltremodo <strong>generalista</strong>, che effettivamente mette sullo stesso piano backbone nazionali, server di reti aziendali e modem/router casalinghi.</p>
<p>Continuando a scorrere il decreto, all’articolo 2 si enuncia:</p>
<blockquote><p><em>ART. 2</em></p>
<p><em>(Allacciamento dei terminali di telecomunicazione alle interfacce della rete pubblica)</em></p>
<p><em>1. Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono tenuti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2.</em></p>
<p><em>2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, il Ministro dello sviluppo economico, adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto volto a disciplinare:</em></p>
<p><em>a) la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali che devono possedere le imprese per l’inserimento nell’elenco delle imprese abilitate all&#8217;esercizio delle attività di cui al comma 1;</em></p>
<p><em>b) le modalità procedurali per il rilascio dell’abilitazione per l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica;</em></p>
<p><em>c) le modalità di accertamento e di valutazione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali di cui alla lettera a);</em></p>
<p><em>d) le modalità di costituzione, di pubblicazione e di aggiornamento dell’elenco delle imprese abilitate ai sensi della lettera a);</em></p>
<p><em>e) le caratteristiche e i contenuti dell’attestazione che l’impresa abilitata rilascia al committente al termine dei lavori;</em></p>
<p><em>f) i casi in cui, in ragione della semplicità costruttiva e funzionale delle apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione, gli utenti possono provvedere autonomamente alle attività di cui al comma 1.</em></p></blockquote>
<p>Effettivamente qualcosa di vero c&#8217;era negli allarmismi citati all&#8217;inizio: il decreto sancisce l’<strong>obbligo d’installazione</strong> delle “apparecchiature terminali” da <strong>parte di tecnici qualificati</strong> di imprese regolarmente abilitate, pena la sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 a 150.000 euro.</p>
<p>Si, avete letto bene, da 15 a 150 MILA EURO in caso di contravvenzione alla norma.</p>
<p>Prima gridare allora scandalo, è opportuno <strong>riflettere sul punto f) </strong>che recita “<em>in ragione della semplicità costruttiva […] gli utenti possono provvedere autonomamente alle attività di cui al comma 1</em>”.</p>
<p>Parafrasando: <strong>se l’utente è un privato e ha un “semplice” modem/router da installare, che lo faccia da solo!</strong></p>
<p><strong>Dura lex, sed lex</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8372" title="ministero_Sviluppo_eco" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/11/ministero_Sviluppo_eco-267x300.jpg" alt="" width="267" height="300" />Allarmismi ingiustificati (o no?) a parte, è importante sapere quali norme regolino la fruizione dei servizi che utilizziamo, d’altra parte <strong>è controproducente gridare “al lupo”</strong> senza averne cognizione di causa.</p>
<p>Benché sia singolare pensare ad un decreto che obblighi gli utenti privati a chiamare un tecnico qualificato ed abilitato per montare un semplice router, è <strong>importante conoscere</strong> e rimanere aggiornati sulle <strong>norme </strong>che regolano la fruizione dei servizi che utilizziamo.</p>
<p>Se osservato dalla parte dell’“utente medio” questo decreto non introduce alcuna novità, ed effettivamente <strong>genera potenziali incomprensioni</strong>, soprattutto tra quegli utenti che si limitano ad una <strong>prima e superficiale lettura</strong> del testo.</p>
<p>Inversi, lo stesso decreto <strong>regola un settore</strong>, quello delle telecomunicazioni, <strong>che sta assumendo sempre più importanza </strong>dal punto di vista economico e sociale, per il quale è importante dare <strong>garanzia di competenza e affidabilità </strong>degli installatori professionali, che, di fatto, <strong>danno vita alla rete pubblica che tutti noi usiamo</strong>.</p>
<p>Ad un anno dall’entrata in vigore di questo decreto, attualmente al vaglio del Ministero dello Sviluppo Economico, auguriamoci che, <strong>lungi da accordi lobbistici e dalla mera burocratizzazione</strong>, il decreto sia uno spunto per una crescita più efficiente della rete italiana.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>DDL Gelmini e il dissenso dei ricercatori</title>
		<link>http://www.atomodelmale.it/2010/09/25/ddl-gelmini-e-il-dissenso-dei-ricercatori/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ddl-gelmini-e-il-dissenso-dei-ricercatori</link>
		<comments>http://www.atomodelmale.it/2010/09/25/ddl-gelmini-e-il-dissenso-dei-ricercatori/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 09:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheSave</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma]]></category>
		<category><![CDATA[Sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli sgoccioli dell’estate in un settembre estivo. Fine della sessione di esami, inizio delle lezioni. Mancano ancora pochi giorni di &#8220;vacanza&#8221; e un nuovo anno accademico inizierà. I recenti tagli ai bilanci &#8212; a detta del ministro Gelmini, “inesistenti” – smuovono animi e coscienze: sulla carta l’annunciata riforma consentirà ai ricercatori di avvalersi di due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sgoccioli dell’estate in un settembre estivo.</p>
<p>Fine della sessione di esami, inizio delle lezioni.</p>
<p>Mancano ancora pochi giorni di &#8220;vacanza&#8221; e un nuovo anno accademico inizierà.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8063" title="Ricercatori Precari" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/09/Ricercatori-Precari.jpg" alt="" width="268" height="214" />I recenti <strong>tagli ai bilanci</strong> &#8212; a detta del ministro Gelmini, “inesistenti” – smuovono animi e coscienze: sulla carta l’annunciata <strong>riforma</strong> consentirà ai <strong>ricercatori</strong> di avvalersi di due contratti triennali al termine di ciascuno dei quali ci sarà una valutazione e la possibilità di accedere all&#8217;abilitazione nazionale ed avere così una progressione di carriera.</p>
<p>Tutto rosa e fiori?</p>
<p>Se nella teoria è cosi, nella pratica questa “nuova” ha generato proteste e dissensi in buona parte dei ricercatori universitari.</p>
<p>Il perché di questa protesta?</p>
<p>Il DDL “Gelmini”,  colpisce duramente i ricercatori,  sostituendone il ruolo con la figura del <strong>ricercatore a tempo determinato </strong>(RTD).<span id="more-8062"></span><br />

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</p>
<p>Questa sostituzione ha <strong>un duplice effetto</strong> negativo:</p>
<ol>
<li>rendere <strong>impossibile la progressione</strong> di carriera degli attuali ricercatori, a prescindere dal loro merito;</li>
<li><strong>istituzionalizzare una figura precaria</strong> con prospettive di inserimento nel mondo accademico forse peggiori.</li>
</ol>
<p>I  ricercatori cercano di sensibilizzare il pubblico sul <strong>declino di investimenti</strong> che lo Stato dedica all&#8217;università.</p>
<p><strong>L&#8217;università italiana</strong> è considerata <strong>eccellente</strong> a livello mondiale, per qualità della produzione scientifica e dei laureati che forma, ma i  recenti tagli &#8212; L. 133/08, L. 1/09 e la manovra straordinaria di luglio &#8212; porteranno il sistema al <strong>declino</strong>.</p>
<p>La <strong>rinuncia all’attività didattica</strong> non costituisce sciopero per la figura del ricercatore, il cui unico compito istituzionale, è la ricerca scientifica.</p>
<p>Risultano così eclatanti le dichiarazioni di alcune importanti figure, che sostengono che i ricercatori non possono continuare a percepire lo stesso stipendio senza “fare lezione”.</p>
<p>Il DDL Gelmini è ora in <strong>discussione alla Camera</strong>.</p>
<p>L’obiettivo è di fare <strong>pressione sul legislatore</strong>, dimostrando l’importanza dei ricercatori nel sostegno all&#8217;offerta didattica universitaria, ma anche di dare la <strong>massima divulgazione</strong> possibile ai problemi attuali e alle  prospettive dell&#8217;università.</p>
<p>Tutto ciò, ovviamente porterà a un<strong> rinvio delle lezioni</strong> di un cospicuo numero di atenei, il PDL, dal canto suo si sta mobilitando affinché questo non avvenga.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Inviato da Daniela</em></p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/09/25/ddl-gelmini-e-il-dissenso-dei-ricercatori/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Francia, le espulsioni e il divieto di portare il burqa scatenano le polemiche.</title>
		<link>http://www.atomodelmale.it/2010/09/15/francia-le-espulsioni-e-il-divieto-di-portare-il-burqa-scatenano-le-polemiche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=francia-le-espulsioni-e-il-divieto-di-portare-il-burqa-scatenano-le-polemiche</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 18:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[Sarkozy]]></category>
		<category><![CDATA[Velo]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; scontro aperto tra la Francia di Nicolas Sarkozy e l&#8221;Unione Europea. Prima l&#8217;apertura di una procedura d&#8217;infrazione contro Parigi per i rimpatri dei rom da parte del Commissario europeo alla Giustizia Viviane Reding, poi  la replica del Governo francese, che bolla le critiche del commissario alla propria politica come &#8220;inaccettabili&#8221;. Oggetto della contesa le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/09/1160253519.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7975" title="1160253519" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/09/1160253519.jpg" alt="" width="200" height="250" /></a>E&#8217; scontro aperto tra la Francia di <strong>Nicolas Sarkozy</strong> e l&#8221;Unione Europea. Prima l&#8217;apertura di una procedura d&#8217;infrazione contro Parigi per i rimpatri dei rom da parte del Commissario europeo alla Giustizia Viviane Reding, poi  la replica del Governo francese, che bolla le critiche del commissario alla propria politica come &#8220;inaccettabili&#8221;.</p>
<p>Oggetto della contesa le <strong>espulsioni</strong> dei rom da parte del Governo Francese, espulsioni che dalle parti di Bruxelles sembrano violare il divieto di discriminare sulla base delle origini etniche,uno dei valori si cui basa la stessa Unione Europea.</p>
<p>A scatenare le polemiche una <strong>circolare </strong>del ministero degli interni francese datata 5 agosto, prima tenuta nascosta poi sostituita con una più &#8220;politically correct&#8221; il 13 settembre scorso. La prima versione infatti prendeva espressamente di mira i rom per le espulsioni.</p>
<p>La procedura di infrazione contro la Francia è stata così avviata su 2 fronti: da una parte per applicazione  discriminatoria della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini e  dall&#8217;altra per la mancata trasposizione di tali norme europee nella legislazione  francese. <span id="more-7979"></span></p>
<p>
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</p>
<p>Da Parigi giunge poi la notizia dell&#8217;approvazione in via definitiva della <strong>legge</strong> che proibisce alle donne islamiche di indossare il <strong>velo</strong> integrale nei luoghi pubblici. La Francia diventa così il primo paese europeo dotato di una simile normativa, dato che in Belgio una misura simile non entrerà in vigore prima della primavera del 2011.</p>
<p>Il <strong>divieto </strong>entrerà in vigore entro i prossimi  6 mesi se la legge riuscirà a passare l&#8217;esame dei giudici costituzionali. La normativa prevede una multa di 150 euro o in alternativa la frequentazione di uno stage di educazione civica per le donne che insisteranno ad indossare il velo integrale. Chiunque invece le obblighi rischierà un anno di carcere e 30.000 euro di multa.</p>
<p>Le donne che insisteranno a  indossare il burqa o il niqab dovranno pagare una multa di 150 euro, o  seguire uno stage di &#8220;educazione civica&#8221;. Chiunque invece obblighi una  donna a coprirsi completamente rischierà un anno di carcere e 30 mila  euro di multa.</p>
<p>Il testo comunque non menziona esplicitamente il velo integrale,  bensì la <em>dissimulazione del volto nei luoghi pubblici</em>. Tra quest&#8217;ultimi sono compresi strade, piazze e i luoghi <em>aperti al pubblico</em> (come negozi, bar, ristoranti e parchi) o comunque <em>destinati a un servizio pubblico</em> (come scuole, ospedali e uffici).</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/09/15/francia-le-espulsioni-e-il-divieto-di-portare-il-burqa-scatenano-le-polemiche/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ad Aziendam, la nuova legge per salvare il cavaliere.</title>
		<link>http://www.atomodelmale.it/2010/08/26/ad-aziendam-la-nuova-legge-per-salvare-il-cavaliere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ad-aziendam-la-nuova-legge-per-salvare-il-cavaliere</link>
		<comments>http://www.atomodelmale.it/2010/08/26/ad-aziendam-la-nuova-legge-per-salvare-il-cavaliere/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gorgonauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Lodo]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.atomodelmale.it/?p=7887</guid>
		<description><![CDATA[Dopo la condanna in primo grado che in sede civile ha inflitto alla Fininvest un pagamento di  750 milioni di euro a favore della Cir di De Benedetti per il cosiddetto Lodo Mondadori, il cavaliere è in cerca di una soluzione che eviti l&#8217;esorbitante pagamento prima che la vicenda approdi in Cassazione. Dato che per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3356" title="berlusconi" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2008/12/berlusconi-202x300.png" alt="" width="160" height="260" />Dopo la <a href="http://www.atomodelmale.it/2009/10/17/mediaset-il-giudice-mesiano-e-il-calzino-stravagante/" target="_blank">condanna</a> in primo grado che in sede civile ha inflitto alla Fininvest un pagamento di  750 milioni di euro a favore della Cir di De Benedetti per il cosiddetto <strong>Lodo Mondadori</strong>, il cavaliere è in cerca di una soluzione che eviti l&#8217;esorbitante pagamento prima che la vicenda approdi in Cassazione.</p>
<p>Dato che per i processi civili non c&#8217;è amnistia nè indulto che tenga la soluzione deve necessariamente passare per altre vie, vie ammantate da un&#8217;apparente regolarità.</p>
<p>Dietro la scusa della lentezza e delle inefficienza dei <strong>processi civili</strong> in Italia già a luglio si è tentato di inserire nella manovra economica un emendamento in grado di riscrivere le regole per i processi civili pendenti.</p>
<p>Ma il tentativo, a causa delle proteste delle opposizioni, è fallito.<span id="more-7887"></span></p>
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</p>
<p>Prima la sospensione, articolata in due fasi, due-tre mesi per prendere  la decisione se seguire oppure no la strada alternativa a quella  tradizionale, poi altri sei mesi per permettere all&#8217;<strong>ausiliario del giudice</strong> di  costruire una soluzione processuale. Poi la decisione delle parti e  l&#8217;opzione tra l&#8217;assenso alla mediazione o il rifiuto. Con il rischio per il perdente di vedersi accollate tutte le spese per aver rifiutato la via breve.</p>
<p>Con l&#8217;introduzione dunque di una nuova figura , l&#8217;ausiliario del giudice, non un magistrato di carriera, ma avvocati, notai, avvocati dello  Stato, docenti o ricercatori universitari, anche magistrati in pensione,  che assumono un processo con l&#8217;obiettivo di chiuderlo.</p>
<p>Il tutto per concludere, e in fretta, un unico processo. Poco importa se altre 5 milioni di cause civili rischino di essere compromesse.</p>
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		<title>Come recuperare i punti della patente (aggiornato al Codice della Strada 2010)</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 14:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheSave</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Codice]]></category>
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		<category><![CDATA[Patente]]></category>
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		<description><![CDATA[Con grande felicità da parte di grandi e piccini lo stato italiano ha scelto il week-end di ferragosto per “regalare” ai propri cittadini il nuovo Codice della Strada. Dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice, cos&#8217;è cambiato riguardo al recupero dei punti della patente? I premi per i buoni … Iniziamo dalle belle notizie, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con grande felicità da parte di grandi e piccini lo stato italiano ha scelto il week-end di <strong>ferragosto </strong>per “regalare” ai propri cittadini il <strong><a href="http://www.atomodelmale.it/2010/05/09/nuovo-codice-della-strada-2010-ecco-le-principali-novita-dalla-patente-a-ore-alla-multa-a-rate/">nuovo Codice della Strada</a></strong>.</p>
<p>Dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice, cos&#8217;è cambiato riguardo al <strong>recupero dei punti della patente</strong>?</p>
<p><strong>I premi per i buoni …</strong></p>
<p><img class="size-full wp-image-7869 alignleft" title="1up!" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/08/1up.jpg" alt="" width="300" height="198" />Iniziamo dalle belle notizie, per tutti i guidatori perbene e osservanti delle regole – ma anche per chi ha commesso infrazioni che non comportino la decurtazione dei punti – è stato ripreso ed aggiornato il <strong>sistema di premiazione</strong>: durante <strong>i primi 3 anni</strong> passati senza commettere infrazioni verrà <strong>aggiunto 1 punto all’anno</strong>, che andrà a sommarsi al riaccredito di <strong>2 punti</strong> <strong>per ogni biennio</strong> passato senza contravvenzioni.</p>
<p>Il massimale raggiungibile è quindi di <strong>30 punti</strong> (20 base + 10 bonus maturabili).<span id="more-7867"></span><br />

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<strong>… e le ammende per i cattivi</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7871" title="Velox" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/08/Velox-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" />Per tutti coloro che, nolenti o volenti, <strong>hanno trasgredito</strong> alle norme del Codice ed hanno visto recapitarsi a casa una sanzione, con relativa riduzione del punteggio, si presentano vari scenari.</p>
<p>Innanzitutto rimane invariata la normativa sul <strong>recupero automatico </strong>dei 20 punti <strong>dopo 2 anni</strong> passati senza ulteriori decurtazioni, quindi se siete stati sfortunati – in dolo o colpa – vi basta fare i bravi per un biennio e un colpo di spugna cancellerà tutto.</p>
<p>Diversa è la questione nel caso di <strong>reiterata trasgressione</strong> del codice: il conducente sanzionato che, dopo aver perso <strong>5 punti</strong>, commette, nello stesso anno, <strong>altre due violazioni dello stesso punteggio</strong> (che corrispondono a  -15 punti in un anno), dovrà <strong>risostenere un esame</strong>.</p>
<p>Rimane invece invariato il <strong>metodo di recupero dei punti frequentando corsi d’aggiornamento</strong>, che comportano il <strong>reintegro di 6 punti</strong>.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7870" title="No Alcool" src="http://www.atomodelmale.it/wp-content/uploads/2010/08/no-alcohol-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />E’ importante sottolineare <strong>l’inasprimento delle pene</strong> riservate agli automobilisti – peste li colga! – colti alla guida in stato di <strong>ebbrezza</strong> o <strong>sotto effetto di droghe</strong>. Per loro il peso delle contravvenzioni è stato raddoppiato.</p>
<p>Ricordo infine che per tutti i <strong>neo-patentati</strong> – cioè quelli con meno di 3 anni di patente alle spalle – rimane invariato il <strong>raddoppio delle sanzioni</strong> – già presente nel Codice precedente &#8211;, al quale va ad aggiungersi <strong>l’azzeramento della percentuale di alcool</strong> assumibile.</p>
<p>Recupero dei punti a parte, ricordatevi che <strong>contravvenzioni e rilevamenti</strong> non vengono applicati con un intento punitivo, ma <strong>preventivo</strong>: rispettare il Codice della Strada non è un obbligo, ma una necessità.</p>
<g:plusone href="http://www.atomodelmale.it/2010/08/25/come-recuperare-i-punti-della-patente-aggiornato-al-codice-della-strada-2010/"  size="standard"   ></g:plusone><br />]]></content:encoded>
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