in Videogiochi

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I più vecchi (me incluso) ricorderanno che, quando i CD dominavano la Terra (insieme ai T-rex e Ciao, l’orribile logo di Italia ’90) un gioco prodotto da Microsoft sparigliò l’allora primitivo mondo dei giochi strategici in tempo reale (RTS): Age of Empires.

Il gioco, a metà tra il clickettio frenetico di WarCraft e la catarsi storica di Civilization, ci mise pochissimo ad entrare nella top ten (e perché no, five) di un’intera generazione di giocatori che, a suon di “Wolloloooo”, venne evangelizzata al RTS storico.

Dopo 20 anni (o 21 che contar si voglia) dall’uscita del glorioso capostipite, Microsoft ha da poco rilasciato la versione rimasterizzata del proprio capolavoro che, malgrado la veneranda età (videoludica), continua a imperversare sugli hard-disk degli accaniti fan della serie.

Chiamata Definitive Edition (DE), questa versione rimasterizzata non è un semplice rispolvero della versione originale, ma una reincarnazione fedelissima scritta da zero e dotata di sonoro e grafica ad altissima definizione ma rispettoso della tradizione ventennale.

Certo, di acqua ne è passata a ondate sotto i ponti, portando a RTS molto sofisticati con interfacce grafiche evolute e intelligenze artificiali precisissime. In controtendenza, e per preservare lo spirito del gioco originale, Microsoft ha re-implementato, se non con minime aggiustature, tanto le strategie quanto le interfacce del glorioso predecessore. Per un effetto nostalgia garantito al 100%.

E per le nuove generazioni abituate agli odierni RTS che di Age of Empires hanno letto nei solo nei libri di storia, tra le imprese dei 300 spartani e il de Bello Gallico? Prendere o lasciare. DE è stato esplicitamente prodotto per i fan di vecchia data, ben disposti a pagare una 20ina di euro per rivivere quel pezzetto di gioventù passato massacrando ittiti e mettendo a ferro e fuoco le sterminate fortificazioni di Troia.

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