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Sono gli ultimi giorni del 2017 e, oltre a fare le possibili valutazioni sull’anno appena passato, cominciamo a pensare a quello nuovo. Tempo per le famose “new year’s resolution” o, più nostranamente, i propositi per l’anno nuovo.

Se da una parte è intoccabile il proponimento di massimizzare la santa trinità di “dieta, esercizi e soldi”, è importante ricordare di prendersi cura anche della propria salute psico-fisica, che passa da una delle componenti della vita lavorativa spesso più dimenticate (e improvvisate): le vacanze.

Sapere quando “staccare” da lavoro è importante e spesso, proprio perché siamo avviluppati in periodi di stress che decimano la nostra forza di volontà, abbiamo bisogno di “ricaricare le batterie”, andando in vacanza.

Il consiglio è cogliere l’opportunità del capodanno per prendere il calendario dell’anno venturo e cominciare a mettere un po’ di X sulle settimane in cui farsi una bella vacanza. La pratica è tutt’altro che un mero esercizio di pianificazione. Se non pianificate per tempo, già nei primi mesi dell’anno il calendario tenderà a riempirsi di impegni, scadenze e obblighi perché “tanto non ho segnato niente per quella data”, riducendo a zero il tempo dedicato a voi stessi (e soprattutto ai cari che vorrebbero passare con voi un po’ tempo lontano dallo stress di tutti i giorni).

Oltre a incrementare lo stress e aumentare il rischio di esaurimento nervoso, è dimostrato che non fare le meritate vacanze (e non farle nel modo giusto, cioè staccando totalmente dal lavoro) aumenti il rischio di mortalità a causa di malattie cardiovascolari.

Appurato il “perché”, bisogna capire il “come”, o meglio il “quando”. Quando prendersi una pausa dal lavoro e “quanto” farla durare dipende da molti fattori. Quanti giorni si hanno a disposizione, quali attività si preferiscono fare durante la vacanza (ad esempio per cui sono necessari viaggi o periodi di addestramento/preparazione), se si viaggia da soli, in coppia o coi figli. Ovviamente non esiste una formula matematica per allocare a calendario i giorni “perfetti” per le vostre vacanze, ma è bene avere in mente alcuni elementi da considerare durante la pianificazione.

Primo tra tutti la durata. Anche qui, la scienza torna a fare capolino, dove gli studi confermano che, per essere chiamata tale, una vacanza deve durare almeno una settimana (meglio se dagli 8 agli 11 giorni) in modo da scrollarsi di dosso lo stress del lavoro e godersi i giorni di relax. Lo studio citato consiglia inoltre di distribuire le settimane di vacanza in modo uniforme sul calendario, invece di accorparle tutte, come spesso si fa, in estate e nel periodo natalizio. Facendo un esempio, se si hanno a disposizione 14 giorni di ferie retribuite, accorpando parte delle ferie a week-end e/o festività durante l’anno, si possono facilmente organizzare 3 vacanze di otto giorni, da passare a circa 100 giorni di distanza l’una dall’altra.

Un’organizzazione del genere, in cui circa ogni 3 mesi c’è la possibilità di farsi una vacanza di una settimana, è inoltre salutare dal punto di vista psicologico, poiché, anche nei periodi più stressanti, ci sarà il pensiero della futura vacanza, la cui previsione è dimostrato rendere più sopportabile il periodo ad essa precedente.

Con lo sguardo al nuovo anno, i migliori auguri di un Buon 2018 e sopratutto, buone vacanze 🙂

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