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Con un pò di presunzione posso finalmente dirlo: ho sempre saputo sarebbe successo!

Lo scandalo degli abusi e dei ricatti sessuali è ormai un fiume in piena. Decine di artisti, registri, attori, produttori ecc ecc sono stati infatti accusati da numerose colleghe o non di essere stati vittima di abusi sessuali.
Da Kevin Spacey a Lars Von Trier, da Weinstein a Dustin Hoffman (solo per citarne i più famosi) in tanti vedono la propria carriera distrutta, interrotta o messa in discussione. Poco importa se queste accuse a livello legale siano difficilmente perseguibili, è giusto che chi abbia commesso simili atrocità non abbia il permesso di continuare a godere dell’appellativo di ” celebrity “.


Attenzione però, perchè dalla denuncia alla gogna il passo è breve. C’è a mio avviso una psicosi collettiva che non permette di valutare caso per caso. Tutto viene buttato dentro il calderone e pare sia sufficente una denuncia su Twitter per essere automaticamente condannato dai media e quindi da chiunque.
Capisco tutto quanto, capisco il danno, le vittime, la difficoltà nel poter denunciare istantaneamente, la continua sottomissione, ma certe accuse sono pesanti.
Se chi come Spacey, ammetto tutto, è giusto che paghi di conseguenza. Ma se uno nega e rifiuta totalmente ogni accusa (tipo Brizzi) che succede? Chi ha ragione? È giusto che venga mediaticamente e professionalmente distrutto nonostante ci sia in italia la presunzione d’innocenza? No!
Attenzione quindi, la denuncia sui media, su twitter fa presto a diventare psicosi collettiva.

Altro punto. C’è differenza tra caso e caso? Certamente

Prendiamo ad esempio la vicenda del comico Louis CK.
Accusato dalle colleghe di essersi masturbato di fronte a loro, il comico non ha negato nulla di ciò ma ha pubblicato una lunga lettera dove ha spiegato che è vero, si è masturbato di fronte alle colleghe. Ma ha sempre chiesto il permesso, e per questo motivo non gli è mai sembrato di aver fatto nulla di sbagliato. Solo dopo si è accorto che secondo lui quella era comunque una sorta di violenza dal momento che, rappresentando una figura idolatrata e venerata, aveva il ” potere ” di manipolare la percezione delle colleghe, che erano impossibilitate a dire di no.
Aldilà delle opinioni personali sul fatto che tutto ciò si possa considerare violenza o no ( e per quanto mi riguarda questa non lo è porca miseria!! ) saranno diversi i casi rispetto ad un Weinstein di turno che ” o me la dai o non fai il film? “.

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