in Ambiente

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E’ già stata ribattezzata la tassa sui sacchetti della frutta e della verdura anche se non si tratta di un’imposta
vera e propria.

A partire dal 1 gennaio 2018, tutti i consumatori saranno obbligati a pagare i sacchetti della spesa biodegradabili ricevuti al supermercato per contenere frutta e verdura.
Si tratta di una novità introdotta in sede di conversione del DL Mezzogiorno con l’articolo 9-bis della legge di conversione n. 123 del 3 agosto 2017, recependo la direttiva europea 720 del 2015. La norma ha obbligato gli Stati dell’Unione a varare provvedimenti atti a ridurre il consumo e l’abuso dei sacchetti di plastica, nocivi per l’ambiente.

Il costo dei nuovi sacchetti biodegradabili sarà compreso tra i 2 e i 10 centesimi.
Sarà tassativo l’utilizzo delle buste biodegradabili, che non potranno in nessun modo essere distribuite gratuitamente dai supermercati. Sarà obbligatorio fatturarli nello scontrino fiscale da cui si evince l’acquisto di frutta e verdura.
Sono previste multe salatissime per i commercianti in caso di violazione dell’utilizzo e della relativa fatturazione, che varieranno da 2.500 a 25.000 euro e fino a 100.000.

Il sacchetto sarà pagato ai commercianti, ma una parte dei guadagni effettuati dalla loro vendita dovrà essere versata allo Stato in forma di IVA e imposta sul reddito. Quindi, molto probabilmente i nuovi costi sostenuti dai commercianti, saranno spalmati sui prezzi dei prodotti acquistati dai consumatori.

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