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burqa-770x577Se i risultati del sondaggio verranno confermati, il Ticino diverrà il primo cantone svizzero ad abolire il velo religioso.

Questo quanto approvato dai ticinesi che con un sondaggio hanno deciso che lo stop al velo dell’Islam finisca nella Carta fondamentale e non solo nella Legge sull’ordine pubblico, come proposto dal Governo e approvato dal Gran Consiglio.

La decisione è passata con il 65,4% dei voti. Anche il controprogetto è stato approvato, con il 59,83% dei sì, ma l’iniziativa popolare costituzionale è stata preferita da oltre il 52% dei votanti al compromesso legislativo, che ha ottenuto il 36% delle preferenze degli iscritti in catalogo.

Con il sì del Canton Ticino all’abolizione del burqa si riapre il dibattito anche in Italia. Nel nostro paese infatti manca un riferimento legislativo preciso sull’uso del burqa e niqab nei luoghi pubblici, ma esiste una legge, la cosiddetta legge Reale, che vieta di indossare caschi o altri mezzi che non permettano il riconoscimento del volto nei luoghi pubblici.

Il dibattito è ancora in corso: la legge del 22 maggio 1975, n. 152 non parla esplicitamente di velo integrale islamico è per questo che nel 2009 è stato presentato un Ddl, il 2422, che ha visto un primo sì alla Camera nel 2011 per poi perdersi tra cambi di governi e priorità diverse. Al momento dunque, in Italia non è vietato indossare burqa o niqab, a differenza di altri paesi europei.

L’Europa è divisa tra paesi che ammettono l’uso del burqa e del niqab nei luoghi pubblici e altri che lo hanno vietato per legge. In Germania la scelta spetta ai singoli Lander: al momento sette su diciassette li hanno vietati nelle scuole pubbliche; in Francia vige il divieto di indossare il velo integrale su tutto il territorio nazionale, incluse strade e piazze, pena una multa di 150 euro.

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