in Animazione

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Trama. Giselle è la principessa del mondo fiabesco e magico di Andalasia che, attorniata dai suoi animaletti, aspetta il principe azzurro per incontrare il vero amore e diventare la nuova regina. Purtroppo Edward, il promesso sposo, è il figliastro della sovrana di Andalasia, Narissa, che teme, a causa del prossimo matrimonio, di perdere il trono. La donna decide così di buttare (letteralmente) Giselle in un mondo lontano ed infelice, nientemeno che la nostra New York. Qui la sfortunata quasi-sposa incontra Robert, avvocato con figlia a carico che non crede affatto nelle celebri parole e vissero felici e contenti. Nel frattempo gli altri personaggi di Andalasia si mettono, per un motivo o per l’altro, alla ricerca di Giselle gettandosi anche essi tra i comuni esseri umani.

Recensione. Si sa, nelle fiabe tutto va per il verso giusto e trionfano i buoni sentimenti, il vero amore, la giustizia e la felicità. Ma cosa succede se un personaggio di quel mondo finisce nella trafficata New York? A suggerire una possibile risposta è Come D’Incanto, rappresentando la principessa Giselle alle prese con i problemi dei comuni esseri mortali. La sua idea di vita non contempla affatto infelicità, delusioni e dolore, ma solo gioia, canti e allegria. Giselle prevede di sposarsi con un bel principe azzurro e di vivere con lui per sempre, attorniata dai suoi amici animali parlanti. Giunta a New York tuttavia si ritrova in un luogo completamente diverso dalla sua abituale residenza ma qui ha la possibilità di incontrare Robert, un avvocato che ha una diversa visione della vita fatta di crudo realismo e di triste disincanto verso l’amore, i luoghi comuni e tutto ciò che può apparire fantastico o solo immaginabile (insegnamento che cerca di trasmettere anche alla figlia). Robert sta per chiedere la mano della fidanzata quando Giselle, con il suo buonumore contagioso e con la sua semplicità ed ingenuità, irrompe nella sua esistenza cambiandola per sempre.


Come d’Incanto è quindi in primo luogo una storia d’amore dove alla fine tutti escono vittoriosi (il classico lieto fine) e ogni cosa va come deve andare. E’ poi una fiaba nella fiaba in quanto quello che succede nelle favole si ripete 2 volte (nella realtà e nella fantasia). E’ infine oltre ad una commedia comica, una parodia delle storie Disney (che comunque vengono spesso richiamate tramite piccoli particolari all’interno del film) dove i personaggi non possono che cantare e rimanere dentro i loro stereotipi di principessa e principe delle favole anche nella vita quotidiana. Anche per questo motivo la pellicola è piena di momenti ironici e divertenti (uno per tutti la spassosa pulizia della casa di Robert tramite colombi e ratti/topi) ulteriormente presenti grazie alla simpatia dei vari personaggi (Pip, lo scoiattolo è adorabile). Il film poi alterna continuamente il mondo fantastico di Andalasia a New York per mantenere un collegamento tra queste 2 realtà distinte ma collegate da un magico tombino da cui passano i nostri protagonisti.

Prima di parlare degli interpreti della pellicola un accenno alla colonna sonora. Fatta evidentemente di canzoni romantiche, gioiose e malinconicamente sdolcinate capita sempre al momento giusto contribuendo a creare la corretta atmosfera in tutta la pellicola. Canzoni cantate in Italia tra l’altro da Giulia Ottonello (vincitrice della 2° edizione di Amici) e Luca Velletri mentre quelle originali sono interpretate anche della stessa Amy Adams (Giselle). All’interno della soundtrack si segnala inoltre la canzone Ever Ever After di Carrie Underwood (vincitrice della 4° edizione di American Idol) trasformata e italianizzata con il titolo Splende sempre il sole (e tutte 2 sono molto belle). Colonna sonora davvero incantevole ed in grado di rimanere ben impressa nelle mente dello spettatore. Per quanto riguarda gli interpreti abbiamo Patrick Dempsey, alias Robert, protagonista di Gray’s anatomy; Amy Adams la grande rivelazione del film, bravissima ad interpretare il ruolo di principessa spaesata ed ingenua; Susan Sarandon, la perfida Narissa e James Marsden, alias il principe Edward.

Concludendo un’opera piacevole che si guarda dall’inizio alla fine e che si sostanzia in un autentico inno alla gioa e alla speranza in grado di invitare all’ottimismo, a credere nella realizzazione dei propri sogni e a rischiare per quello che si vuole.

In fondo dopo questa pellicola perché non immaginare che da qualche parte esiste la nostra principessa o principe azzurro.

Il Gorgonauta.

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