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Il 18 febbario 2008 Fidel Castro ha annunciato in venti righe, pubblicate nel giornale ufficiale del Partito Comunista Cubano, il Granma, la rinuncia alla carica di presidente della repubblica cubana, incarico che Castro detiene dal lontano 1959. Negli ultimi tempi, a causa del peggioramento delle condizioni di salute, il leader maximo era apparso sempre meno in pubblico delegando le sue mansioni al fratello Raul, il quale viene indicato dalla stampa internazionale come il suo successore (il quale sarà nominato domenica dai membri dell’assemblea nazionale).

Castro deteneva il potere ormai da 49 anni e a causa del regime di stampo comunista instauratosi nell’isola gli Stati Uniti lo hanno sempre considerato una minaccia. Lo stessa si può dire per Cuba, situata a poche miglia marittime dalle coste americane della Florida. I rapporti quindi non sono mai stati amichevoli, basta ricordare la rottura dei rapporti diplomatici nel 1961, la crisi dei missili di Cuba datata 1962 o le dure sanzioni economiche contro l’isola, culminate con l’embargo che dura ancora oggi e che gli Stati Uniti sembrano intenzionati a non abbandonare. Innumerevoli inoltre i tentativi di assassinio nei suoi confronti (addirittura 638) così come gli aiuti all’opposizione per rovesciare il regime.


Il mondo alla notizia ha reagito con sorpresa e curiosità sul futuro dell’isola, augurando inoltre la nascita di un processo democratico. I profughi cubani negli Usa invece hanno salutato con gioia l’avvenimento mostrando però un certo scetticismo sulla reale portata dell’evento. Il fratello Raul infatti è rimasto all’ombra di Fidel in tutti questi anni, eseguendo lealmente i suoi ordini, mentre lo stesso leader maximo non scomparirà del tutto dalla scena, continuando a scrivere le Riflessioni del compagno Fidel. Insomma un cambiamento radicale è da essi considerato poco probabile dato che F.Castro, fino a quando sarà in vita, sarà in grado, almeno in parte, di condizionare la vita del paese, avendo tenuto saldamente il potere per quasi mezzo secolo. Tuttavia l’arrivo e l’instaurazione della democrazia, se mai tramite un lento e graduale processo, dato che le previsioni non sono una scienza esatta, rimane una possibilità. In questo caso tutto dipenderà dalle scelte e dalle intenzioni del prossimo presidente cubano.

Fidel Castro rimarrà comunque in ogni caso una figura controversa e difficile da giudicare, essendo da una parte accusato dai suoi oppositori di violare i diritti umani a Cuba (soppressione di molte libertà e diritti civili), mentre dall’altro lato è osannato dai suoi sostenitori come un grande leader politico che ha reso la sua nazione più forte e progredita.

Come volevasi dimostre Raul Castro è stato nominato dall’assemblea nazionale il nuovo presidente del Consiglio di Stato e quindi successore di Fidel. D’altronde era l’unico candidato….

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