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I fatti di questi giorni sono noti a tutti. Tuttavia, a grandi linee li riassumo.

Domenica mattina nella stazione di servizio di Badia al Pino (Arezzo) alcuni tifosi juventini e laziali vengono, a quanto si dice, alle mani. Nella stazione opposta assistono alla scena alcuni esponenti della Polstrada e uno di essi per sedare la rissa, a quanto afferma, spara 2 colpi in aria. Ma uno di essi raggiunge al collo, uno dei tifosi, Gabriele Sandri e lo uccide. Mentre la partita Inter-Lazio che si doveva giocare alle ore 15 viene rinviata negli altri campi la situazione si surriscalda. Mentre in alcuni stadi si gioca, senza tifo o in silenzio oppure con i tifosi all’esterno dello stadio, in altri gli ultrà delle squadre in campo pretendono di non giocare e minacciano i giocatori in campo come nell’incontro tra Atalanta e Milan. Qui addirittura alcuni prendono un tombino e si mettono a spaccare il vetro di protezione posto tra campo e spalti. La partita ovviamente viene sospesa dopo 7 minuti di gioco. Nella sera un altro incontro viene rinviato e nella capitale viene preso d’assalto un edifico del Coni più alcune caserme.

Ora la mia attenzione si concentrerà su questi fatti (i disordini e la violenza negli stadi). Per quanto riguarda invece tale morte assurda, se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi e che nulla venga lasciato al caso. Se c’è una responsabilità questa dovrà essere accertata dato che una persona ha perso la vita. Ancora il dispiacere e la tristezza per quanto è avvenuto sono enormi. In questa sede comunque non mi dilungherò sugli aspetti giudiziari della vicenda, sulle responsabilità e sulla dinamica del fatto lasciando che questo sia il compito di chi di dovere.


Voglio parlare di quanto successo nelle curve, negli stadi. E’ giusto forse prendersela con chi non c’entra, fare danni e spaccare tutto? E’ così che si onora la memoria di un defunto, provocando forse altro dolore? I fatti di Atalanta-Milan sono, a mio avviso, particolarmente gravi. Qui infatti dei tifosi (se così si possono chiamare) hanno danneggiato la struttura dello stadio (fatto cmq di cui qualcuno dovrà rispondere) e hanno preteso un decisione che primo non spettava a loro e secondo non era condivisa da tutto lo stadio. Infatti molti hanno aspettato anche per mezz’ora che la partita riprendesse. Vedere in televisione dei bambini giunti alla stadio per niente era deprimente come la triste morte del ragazzo romano. Qui insomma la violenza ha vinto, o meglio la stupidità, e tutti ci hanno perso qualcosa.: la città, la società italiana nel suo complesso (che ha perso un ragazzo da una parte e ancora una volta la faccia dall’altra). E’ si, i fatti hanno dimostrato che in Italia è la violenza che domina la scena e di fronte a tali fatti si fanno spallucce. Gli stadi sono territori dei violenti e le società di calcio sono nelle mani degli ultrà, che fanno quello che vogliono in barba alle norme e alla civiltà. E’ giusto protestare per quanto avvenuto, ma senza eccedere e oltrepassare i limiti.

Un’altra questione prima di parlare di questo sport malato. Perché spostare negli stadi un fatto che con lo sport non c’entrava nulla o quasi? Giusto fermare una partita ma non distruggere e fermare tutto. E’ come se morisse un pilota di un aereo passeggeri e allora tutti gli si altri fermassero a terra, bloccando di fatto il traffico nei cieli. Immagino quanto sareste infuriati di fronte ad una situazione del genere ma si sa..quando capita agli altri..Insomma un fatto certamente grave è stato fortemente strumentalizzato, forse da gente che non voleva altro che fare un pò di danni e picchiare. Gli stessi fatti della serata ne sono solo una prova (dobbiamo forse commentare l’assurdità della caccia al poliziotto che si è scatenata?).

Parliamo del calcio ora. Si può dire uno sport? No mi dispiace quello che un tempo era solo un gioco ora è business e morte. Ogni 6/7 mesi siamo qui parlare di violenza e di dolore (rimando all’articolo di Radio Rebelde con cui mi trovo d’accordo in riferimento ai contenuti del suddetto articolo). Cosa fare? Personalmente ritengo che non ci sia norma che basti : potrai inasprire quanto vorrai le sanzioni ma il problema persisterà. Il calcio è soldi e neppure una decisione forte, simbolica e decisa sarà mai presa e tutto continuerà come prima (tra un pò torneremo a parlare di un morto tanto qualcuno arriva pure a dire che i morti fanno parte del sistema) con al massimo una bella sospensione di un turno di campionato. Io dico una cosa invece : basta a questo schifo, sospendiamo baracca e burattini dal prossimo anno, facendo provare sulla pelle dei violenti coso significhi non-violenza, approfittando di una bella pausa di riflessione. Dimostriamo che la violenza non può dominare il calcio nonostante esso sia solo la rappresentazione di una società sempre più pazza e irrazionale.

Per un anno si può fare senza.

Il Gorgonauta. 

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